Livorno – Gli amaranto di mister Paolo Indiani, al secondo 0 a 0 nelle tre partite casalinghe disputate dopo il grave infortunio patito da Riccardo Capparella sul terreno di gioco di Poggibonsi, colgono contro la Sangiovannese il quinto clean sheet di una stagione che, fino a questo momento, li ha visti chiudere la partita con la porta inviolata in ben cinque gare su quindici: se il Livorno ha potuto concludere il match odierno contro la Sangiovannese senza subire reti, deve molto al portiere Daniele Cardelli, autore di almeno tre interventi risolutivi che gli sono valsi la palma di migliore in campo.
“Non chiedetemi un parere sui risultati delle altre e sulla classifica – ha esordito, sorridendo, il portiere nato a Pescia il 16 marzo di 29 anni fa - perché non la guarderò fino alla sosta natalizia: sono per tirare le somme in un secondo momento, in base a quella che è una mia abitudine che non sto qui a spiegare”.
“Prendiamo questo punto, che ci consente di muovere la classifica e di guardare con fiducia alle tre gare, due di campionato e una di Coppa Italia, che ci restano da qui alla fine del 2024: è stata una partita dove mi sono messo abbastanza in mostra anche se, personalmente, preferirei fare meno parate e vincere determinate partite. Nel complesso, pur essendo stati un pochino lenti nella circolazione del pallone, abbiamo disputato una buona prestazione anche perché, nei minuti finali, siamo andati vicini a rimediare la partita e a far pendere la bilancia dalla nostra parte” ha proseguito il portiere amaranto.
A chi gli chiede un’analisi della sua partita dal punto di vista tecnico, Cardelli risponde così: “Quanto a capacità di lettura del gioco degli avversari, la parata più importante è stata la prima uscita di piede in scivolata, ma l’intervento più bello in assoluto è stato quello che mi ha portato a deviare impercettibilmente la palla, a tu per tu con l’avversario, quel tanto che mi è bastato per spingere la sfera contro la traversa attraverso una deviazione, che si è rivelata comunque sufficiente ad evitare il gol”.
Secondo Cardelli, per il Livorno non esistono partite facili: “Ormai non mi stupisco più di niente: è normale che, ogniqualvolta il Livorno vada in campo, trovi una squadra avversaria che sia portata a dare il meglio di sé e che, in una scala da uno a dieci, sia portata a sfoderare una prestazione superiore di almeno un punto rispetto al suo effettivo valore; il nostro compito non può discostarsi dal trovare la soluzione migliore per dare fastidio all’avversario e per sconfiggerlo”.
Dopo un primo scorcio di campionato in cui mister Indiani ha alternato la presenza di Cardelli tra i pali a quella di Filippo Tani, l’ex portiere del San Donato Tavarnelle è alla sesta presenza consecutiva in campionato e sembra aver trovato una certa continuità, a livello di qualità e di quantità delle prestazioni: “Vengo da un’annata non semplice e credo che il fatto di scendere in campo con continuità aiuti non soltanto me, ma anche i grandi giocatori: mi sento più sicuro e più padrone di me stesso, rispetto le scelte del Mister anche perché, se sono qui a Livorno, molto lo devo a lui”.
“Io, Tani e Danko Nicolae Ciobanu costituiamo un gruppo di portieri molto forti. Tani e Ciobanu sono giovani, quindi hanno ancora tanta carriera davanti, mentre io sto per raggiungere i trenta anni: al di là di ciò, non ci sono problemi per il Livorno, indipendentemente da chi giochi; Tani ha giocato più spesso in campionato, mentre Ciobanu ha giocato più spesso in Coppa Italia. Quel che vi posso assicurare è che, tra di noi, esiste una sana competizione e ogni allenamento rappresenta una battaglia, nel senso più positivo del termine” ha concluso il portiere amaranto.
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