Livorno - Inutile guardare la classifica, non ha senso, in questo momento, sognare chissà quale rimonta. Il deludente pareggio interno con il Ponsacco fanalino di coda, probabilmente, ha spento sul nascere l'illusione di una scossa in seguito all'avvicendamento in panchina.
Tuttavia, con quasi un intero girone di ritorno da giocare, il Livorno ha l'obbligo di ritrovare gioco e determinazione. La squadra lo deve alla tifoseria ma soprattutto a se stessa. Con questo spirito gli amaranto si preparano ad affrontare la trasferta di Sansepolcro. La matricola bianconera, profondamente rinnovata rispetto alla gara di andata grazie al cambio in panchina (l'ex amaranto Bonura al posto di Bricca) e agli innesti del mercato invernale, ha ripreso quota: 12 punti in 11 gare e tre clean sheet consecutivi nelle ultime tre uscite dove ha imposto lo 0-0 anche a squadre di vertice come Tau e Grosseto. Insomma, un avversario da prendere con le pinze.
Ma quale Livorno vedremo al "Buitoni"? Difficile dirlo. Mister Fossati sta imparando in queste settimane a conoscere la rosa e, inevitabilmente, fermo restando il 352, sta provando a variarne gli interpreti, quote permettendo. Rispetto alla partita di domenica scorsa, però, c'è da segnalare il ritorno a disposizione di Bellini che ha scontato le cinque giornate di squalifica rimediate a San Giovanni Valdarno, un'assenza che è pesata tantissimo. In attacco, considerando la prestazione deludente di Cori contro il Ponsacco, è ipotizzabile il ritorno dal primo minuto di Luis Henrique, in gol contro il Grosseto.
In ogni caso, chiunque scenderà in campo, dovrà dimostrare di meritare la maglia amaranto. La squadra ha tantissimo da farsi perdonare e dovrà riuscire, con il gioco e i risultati, a riscattarsi agli occhi dei tifosi. Serve un sussulto di orgoglio.
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