Livorno - “I tifosi amaranto non meritano di veder morire in modo così indecoroso la loro squadra, la società calcistica che rappresenta la loro città, il Livorno. La società ha oggi un'esposizione debitoria altissima e se non interviene qualcuno con un programma di rilancio serio e soprattutto con una reale capacità economica e con progetti all'altezza, la strada è purtroppo segnata”.
Lo ha affermato, parlando in esclusiva ad Amaranta.it, il presidente Giorgio Heller che, dopo essersi visto tolta ieri l'inibizione di cinque mesi, passa oggi, martedì 20 aprile, alla carica per far capire ai tifosi e soprattutto agli attuali soci la bontà della proposta avanzata dall'imprenditore Franco Favilla.
“Il debito attualmente ammonta a quasi tre milioni di euro che però, in caso di retrocessione in Serie D, per una serie di motivi tecnici e questioni fiscali, aumenterebbe fino a quasi quattro milioni. Bisogna mettersi una mano sulla coscienza e dire, con onestà, se questa attuale società è in grado di rilanciare la squadra e il club stesso in queste condizioni. Personalmente credo di no. Anche di recente sono arrivate nuove cartelle Inps relative ad annualità passate, risalenti anche a tre o quattro anni fa. Insomma, la situazione è drammatica. Appena il cinque o sei per cento del debito è relativo a questa stagione. Si tratta chiaramente di debiti accumulati nella gestione di Aldo Spinelli. E lui, magari rateizzandoli o nel modo che riterrà più opportuno, è di conseguenza chiamato a ripianarli affinché chi vuole subentrare, come sta chiedendo Favilla, possa farlo per riorganizzare il Livorno”.
Le ultime parole di Heller sono tuttavia per il sindaco Luca Salvetti e l'amministrazione comunale: “Favilla ha anche un piano per la riqualificazione dello stadi Picchi, oltre che per il rilancio della società. Sappiamo tutti che il sindaco è un grande e sincero tifoso del Livorno. Non sarebbe male se si adoperasse per fare in modo che eventuali divergenze tra le parti vengano appianate al fine di dare alla Livorno sportiva la possibilità di tornare ad avere una grande squadra di calcio”.
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