Esclusiva. Buglio, Real Forte: “Pronti a vivere una domenica speciale”

24.02.2024 16:37 di Gianluca Andreuccetti   vedi letture
Francesco Buglio
Francesco Buglio
© foto di USD Real F. dei Marmi-Querceta

Forte dei Marmi – Alla vigilia dell’incontro di campionato tra Livorno e Real Forte Querceta, si può serenamente affermare che la sfida tra amaranto e bianconeroazzurri non sarà una partita banale: non lo sarà per via dei tanti ex presenti tra campo, panchina e tribuna; non lo sarà perché si troveranno a confronto due delle squadre più in forma del campionato – rispettivamente in serie utile da cinque e da sette giornate – e non lo sarà perché si tratterà di una prima assoluta dal momento che il Real Forte Querceta, nella sua storia ultradecennale, non ha mai calcato il terreno di gioco dello stadio Armando Picchi.

Uno dei grandi ex della partita, al timone della scialuppa amaranto dall’agosto del 2021 al marzo del 2022 nel campionato che segnò la rinascita dell’Unione Sportiva Livorno, è sicuramente Francesco Buglio, tecnico dei versiliesi, al suo primo ritorno a Livorno dopo le dimissioni di poco meno di due anni fa.

Mister Francesco Buglio, domenica si affrontano due delle squadre più in forma del campionato: il Livorno di Fabio Fossati, reduce da due vittorie consecutive e in serie positiva da 5 partite, e il suo Real Forte Querceta, capace di raccogliere 13 punti nelle ultime 7 partite di campionato: che partita si aspetta?

Mi aspetto certamente una bella partita, tra due squadre che inseguono obiettivi diversi: sarà importante per entrambe le squadre ma per noi, a cominciare dalla società e dai giocatori, sarà una domenica speciale. Alla luce di queste ragioni, non vediamo l’ora di scendere in campo.

Il Real Forte Querceta proverà a centrare il bersaglio grosso o si accontenterà del pareggio? Mister, cosa ci può dire in proposito?

Per noi, non si tratterà di scegliere tra puntare al bersaglio grosso o accontentarsi del pareggio, ma di vivere una grande emozione: non potrebbe essere altrimenti quando una piccola società fatta di amici e una squadra fatta di giocatori che, tolti gli ex, non hanno mai giocato in uno stadio così importante, si ritrovano a fronteggiare un avversario come il Livorno. In partenza il risultato è aperto, però sappiamo che incontriamo una grande squadra.   

Mister, che squadra è quella amaranto? Avrebbe preferito affrontare il Livorno in un altro momento del campionato?

Direi proprio di sì: il Livorno è una grande squadra e, in questa fase, sta particolarmente bene; come se non bastasse, è formata da giocatori importanti e ha alle proprie spalle un pubblico importante e una società importante, per cui avrei preferito incontrare gli amaranto più avanti, possibilmente sul finire del campionato.

C’è un giocatore che toglierebbe a Fossati?

Tutta la squadra.

Il Real Forte Querceta non perde dal 17 dicembre e, attraverso una striscia positiva fatta di 3 vittorie e di 4 pareggi, è tornato prepotentemente in corsa per la salvezza diretta: come sta la sua squadra?

La mia squadra sta bene: da parte nostra, ci sono consapevolezza, autostima e continuità di risultati; stiamo provando a migliorare la classifica, anche se ci troviamo ancora in una posizione pericolosa. Quanto alla partita di domenica, cercheremo di dispuatere l'incontro con tutte le nostre capacità e con tutte le nostre forze: come avviene in occasione di ogni partita, chiederò loro di non sbagliare l’atteggiamento perché è ciò che conta di più.

Domenica è arrivata una vittoria fondamentale nei minuti di recupero contro il Poggibonsi, che fa il paio con la vittoria della domenica precedente a Ponsacco: la salvezza diretta è tornata a essere un obiettivo?

Sì, la salvezza diretta è tornata a essere un obiettivo, devo dire proprio di sì: per caratteristiche e per filosofia, siamo una squadra che non molla mai e vogliamo vivere fino all’ultimo secondo la possibilità di raggiungere la salvezza direttamente, senza passare dai playout.

Negli ultimi due mesi, dopo la sconfitta interna contro il Follonica Gavorrano, il Real Forte Querceta ha ingranato un passo da prime posizioni della classifica: a che cosa è stato dovuto, secondo Lei, questo cambio di marcia?

Il cambio di marcia di cui parli è stato dovuto al grande lavoro che è stato fatto e che stiamo continuando a fare grazie alla società, allo staff e ai ragazzi: la cosa più bella della serie di risultati positivi che abbiamo collezionato fin qui, appunto, è la conquista dei risultati attraverso il lavoro quotidiano.

Apolloni, Gemmi, Giuliani, Pecchia e Pegollo: sono tanti i giocatori del Real Forte Querceta con un passato in maglia amaranto. Si sente di fare una menzione speciale per qualcuno di questi? Come stanno vivendo, secondo Lei, l’attesa di questa partita?

I ragazzi sono sereni, hanno lavorato bene come tutte le altre settimane e sapranno sicuramente come farsi trovare pronti sia che entrino in campo dall’inizio sia che siano chiamati a subentrare a partita in corso: non nascondono che il fatto di tornare a Livorno rappresenti per loro un’emozione forte, ma sono sicuro che terranno particolarmente a fare bene davanti a un pubblico importante

Mister, Lei è un uomo adulto e un tecnico esperto: domenica tornerà per la prima volta allo stadio Armando Picchi e immagino che per Lei non si tratterà di una partita come le altre. Ha già pensato a come si sentirà quando salirà i gradini che la condurranno al campo?

So già che mi sentirò benissimo perché allenare a Livorno ha rappresentato una bella crescita anche per me: sono orgoglioso di essere un allenatore che ha allenato il Livorno, sono contento di ritornare come avversario e di ritrovare tante persone, a cominciare da te e dai tuoi colleghi giornalisti, senza dimenticare i tifosi; in merito al mio ritorno a Livorno, non riesco a individuare un aspetto negativo.

Che accoglienza si aspetta da parte della tifoseria presente all’Armando Picchi?

Non lo so: torno da avversario, dopo essere andato via in silenzio da primo in classifica, e mi aspetto dai tifosi del Livorno lo stesso rispetto che ho portato loro, andando via serenamente e tranquillamente, senza sbattere la porta. Sono andato via da primo in classifica, lasciando la squadra in condizioni ottime e pensando di aver fatto un grandissimo lavoro: il bilancio è ancor più positivo se penso al punto da cui eravamo partiti e al punto in cui avevo lasciato il Livorno, prima di andare via. Sono sereno e tranquillo con la mia coscienza perché penso di aver fatto tutto quel che c’era da fare, di comune accordo con la società, per cui mi aspetto rispetto da parte della tifoseria amaranto

Ha rimpianti o rimorsi in merito alla sua permanenza a Livorno? C’è qualcosa che non rifarebbe di ciò che ha fatto o qualcosa che farebbe e che non è riuscito a fare durante la sua permanenza?

A Livorno ho avuto tante soddisfazioni, ho conosciuto tante persone perbene e mi sono arricchito come uomo e come professionista; mi sarebbe senz’altro piaciuto terminare il campionato, vincerlo e continuare ad allenare il Livorno, così come avevo promesso al momento del mio approdo in amaranto: ma, purtroppo, non è stato possibile e, attraverso il gesto di dare le dimissioni, ho provato a ricompattare un ambiente, che aveva perso un po’ di fiducia e un po’ di speranza. A guardare la situazione con il senno di poi, credo che il mio gesto abbia contribuito a rasserenare la situazione anche se non faccio fatica ad ammettere che avrei voluto finire in un’altra maniera. Mi resta la soddisfazione di aver lavorato in un contesto che mi ha dato e che mi ha lasciato tanto in termini di valori umani.

Vuole rivolgere un saluto alle tifose e ai tifosi amaranto attraverso il nostro portale?

Auguro alle tifose e ai tifosi amaranto ciò che aspettano da tanti anni, ossia di poter tornare a tifare il Livorno in una categoria professionistica perché è evidente che Livorno non merita di stare in questa categoria, bensì merita di stare tra i professionisti.