Livorno - Il presidente Toccafondi si è preso quarantotto ore di tempo prima di parlare e lo ha fatto attraverso un conferenza stampa. Ha snocciolato i quattro obiettivi che ad inizio mandato si era proposto di raggiungere, di cui i primi tre centrati: nessun debito con stipendi e fornitori pagati regolarmente; la rinascita del settore giovanile avviando una formale collaborazione o joint venture con la Pro Livorno Sorgenti; la ricerca della livornesità e nuovo entusiasmo verso la squadra.
Il quarto obiettivo, quello sportivo, era invece di vincere il campionato di Eccellenza, che ad onor del vero è stato fatto per quanto riguarda il girone della prima fase, e di essere promossi in Serie D. In questo momento il campo ha decretato il suo verdetto, che ha visto il Livorno prima soccombere nel triangolare con il Tau e Figline, poi nella finale nazionale persa ai rigori contro il Pomezia.
Giustamente il presidente non ha voluto colpevolizzare nessuno e si è riservato di riunirsi nei prossimi giorni con i propri collaboratori e prendere le dovute decisioni.
La curiosità della platea era comunque rivolta a quello che sarà il Livorno della prossima stagione e come la società si muoverà.
La sintesi che possiamo evidenziare è che la società si muoverà su due binari distinti: il primo, di tipo legale, per ottenere la promozione a seguito del comportamento ritenuto anti-sportivo del Figline nel triangolare di spareggio; il secondo quello di costruire una squadra con meno nomi altisonanti, più calciatori di categoria e magari pescando proprio tra i giovani che militano nelle varie squadre di Livorno, per favorirne un senso di appartenenza alla maglia amaranto.
La squadra sarà composta avendo occhio di lasciare una percentuale di calciatori da integrare in un secondo momento, nel caso in cui il campionato da disputare nel 2022-23 sia quello di Eccellenza piuttosto che di Serie D.
L’augurio degli appassionati del Livorno è che si faccia tesoro degli errori commessi, poiché non aver ottenuto la promozione è da ascriversi a un insuccesso, considerando l’organico della squadra di questa stagione.
Ma tutti sappiamo che il bello del calcio, e in questo caso il brutto, è proprio questo: non è sufficiente avere tanti singoli bravi poiché in campo va una squadra, e il calcio non è matematica dove uno più uno è uguale a due, in questo caso ha fatto zero virgola cinque.
Esempi più illustri nella Champions league lo dimostrano, come quello del Psg, dove non è stato sufficiente spendere milioni di euro e portarsi a casa gli attaccanti più forti se manca l’amalgama o quell’alchimia che fa vincere.
E’ questo che deve essere ricostruito, uno spirito di gruppo forte, unito negli intenti, tale da portare la squadra laddove la piazza merita, e con tutto questo anche i successi personali dei singoli.
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