Livorno - La sconfitta - ma soprattutto la prestazione - contro il Poggibonsi, è stata un punto, inevitabile, di non ritorno. Al termine della partita, in sala stampa, il direttore sportivo Raffaele Pinzani ha rassegnato le dimissioni. All'indomani, lunedì 8 gennaio, lo ha seguito il tecnico Giancarlo Favarin. Ormai inviso alla piazza per una classifica deludente e un gioco tutt'altro che spumeggiante, per usare un eufemismo, l'ormai ex allenatore amaranto ha deciso di fare un passo indietro, seguendo la via tracciata dal direttore sportivo poche ore prima. Il presidente Joel Esciua, che certo non poteva essere soddisfatto della guida della squadra e che qualche pensiero di esonero probabilmente lo aveva maturato anche prima della sosta ha accolto anche le dimissioni di Favarin. Una Great Resignation tutta amaranto.
Si riparte, dunque, quasi da zero, con una delle partite più importanti della stagione all'orizzonte: lo scontro diretto dello "Zecchini" contro il Grosseto. Un'altra società che doveva "ammazzare" il campionato e che invece si presenta all'appuntamento con un solo punto in più del Livorno nonostante una campagna acquisti estiva importante. E proprio il big match di domenica prossima induce una riflessione sulla tempistica di questo terremoto. Se la situazione era davvero così delicata perché non si è approfittato della sosta natalizia per cercare un altro mister, sfruttare le settimane di pausa per fargli conoscere la squadra e, magari, riceverne le indicazioni in chiave mercato? Adesso, invece, il nuovo allenatore, si troverà a fronteggiare un ambiente rovente e una partita che sa tanto di ultima spiaggia in condizioni davvero difficili, con una squadra presa in mano da pochi giorni e con una rosa decisa da altri, mercato invernale compreso. Aggiungiamoci il serio infortunio occorso a Cesarini e il quadro è nero, nerissimo.
Nel momento in cui scriviamo, il candidato numero uno (va detto che, proprio considerando il momento della stagione, la lista dei papabili non è certo lunghissima e di "grido") per la panchina del Livorno è Luigi Consonni, reduce da un esonero a Pistoia, in Serie D, dopo il secondo posto (con sconfitta ai playoff) da subentrato della passata stagione. Un allenatore giovane che arriva da una situazione, quella della società arancione, a dir poco critica con giocatori in fuga e un futuro che sembra segnato. Se fosse davvero lui il prescelto sarebbe davvero un bello scherzo del destino il suo esordio a Grosseto, squadra di cui stato bandiera e capitano in B negli anni d'oro dei maremmani.
In ogni caso una cosa è certa: con le dimissioni di Pinzani e Favarin, adesso, per chi resta, a tutti i livelli, fuori e dentro il campo, non ci sono più alibi. C'è un intero girone di ritorno da giocare: questa squadra, può, anzi deve, fare di più. Non è (ancora) finita.
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