Livorno - Nella giornata di oggi, venerdì 5 novembre, dopo le due squalifiche ai danni di Daniele Vantaggiato ed Igor Protti, si è espresso anche il presidente Paolo Toccafondi. Come tutti abbiamo visto, soprattutto nel caso del Toro di Brindisi, la sanzione che ha toccato il Livorno è pesante e sproporzionata. E’ raro nel calcio sentir parlare di una squalifica temporale così ampia, in particolar modo quando il direttore di gara non è stato aggredito fisicamente dal diretto interessato. Molto probabilmente, oltre alla spinta di Vantaggiato su Giampà, che secondo l’arbitro, lo “avrebbe fatto arretrare di circa 1 metro", ha anche gravato il fatto che il numero dieci del Livorno portasse al braccio la fascia da capitano. L’ingenuità quindi dell’attaccante è evidente, in quanto un uomo con una tale esperienza sportiva alle spalle, essendo già ammonito, non dovrebbe entrare da dietro in scivolata sull’avversario. Ovviamente deve essere considerato anche il contesto: un match dove il Livorno ha durato fatica e non riusciva ad imporre il proprio gioco, può indurre al nervosismo. Dall’altra parte, l’arbitro. A questi livelli gli arbitri sono ragazzi alle prime armi, con poche partite arbitrate e soprattutto non abituati ad una squadra che si porta dietro una cornice tanto affascinante quanto impegnativa come quella livornese. In aggiunta, un ragazzo così giovane come l’arbitro di domenica, può riscontrare delle difficoltà nella gestione di una figura molto carismatica come quella di Vantaggiato. Una miscela che ha portato entrambi, il numero dieci e l’arbitro, ad un esito alquanto bizzarro. La squalifica giunta alla segreteria dell’Armando Picchi è sproporzionata in base agli eventi realmente accaduti in campo.
Per chiarire la posizione della società in base alle decisioni che priveranno il Livorno di figure come Vantaggiato e Protti nei prossimi mesi, è intervenuto Paolo Toccafondi dopo la conferenza pre-match di Francesco Buglio.
“Normalmente il presidente, a parte l’inizio dell’anno durante il mercato, non parla durante la stagione. Ma ogni tanto succedono delle cose che se gestite nella maniera sbagliata possono portare dei problemi al nostro movimento. Ritengo doveroso quindi esprimere il pensiero dell’Unione Sportiva Livorno 1915. Sappiamo quello che è successo domenica a Perignano. Devo fare due premesse. La prima riguarda la società. All’interno di questo club non ci aggrappiamo a nessun alibi sotto il punto di vista tecnico. La squadra ha 23-24 giocatori adatti a questa categoria e chi c’è è ampiamente in grado di continuare a perseguire l’obiettivo che ci siamo dati. Per questo motivo sono qui, ovvero anche per sottolineare la sfida contro il Certaldo, che non dobbiamo sbagliare. I giocatori devono pensare a scendere in campo.
La seconda premessa invece riguarda la mia richiesta di preannuncio di reclamo per Igor Protti e Daniele Vantaggiato. Questo vuol dire che la Lega, ricevuta la richiesta, ci invierà gli atti. Parlo quindi senza aver letto gli atti, ma chiaramente ho visto le immagini e conosco le motivazioni che conosciamo tutti. Non voglio che sia inquinato l’ambiente che si è creato a Livorno.
Terza ed ultima premessa: Daniele Vantaggiato ha sbagliato. Dobbiamo essere onesti, Daniele ha esperienze importantissime, è un esempio per i compagni, ma in questo frangente, a prescindere dalla gravità della sanzione, ha commesso un errore. Paradossalmente saremmo potuti anche non arrivare alla seconda ammonizione, perché secondo l’arbitro che trovi, Daniele avrebbe potuto prendere rosso nel primo tempo. L’arbitro a mio avviso non ha fatto neanche una brutta partita e non deve essere colpevolizzato. Dopo aver detto a Daniele che ha sbagliato, facciamo di tutto per darci insieme una mano ed uscire da situazioni difficili, sempre con professionalità. Dobbiamo limitare i danni.
La società ha ascoltato sia Vantaggiato che Protti e ha deciso di mettere a disposizione il suo legale di fiducia, l’avvocato Menichini, che ha già preparato l’annuncio di reclamo che ho firmato. So che non è del tutto corretto entrare nel merito della questione senza aver letto gli atti, ma senza dubbio siamo stupiti ed anche un po’ arrabbiati. E’ vero che le immagini televisive non hanno una valenza probatoria all’interno dell’evento, ma mostrano chiaramente quello che è successo. Non possiamo sapere cosa Daniele abbia detto all’arbitro, presumo che sia stato scorretto e non consono. Per questo è giusto che riceva una sanzione, ma in quarant’anni che osservo e mi occupo di calcio a livello professionistico, non mi ricordo dell’esistenza di una squalifica simile a questa. Venti gare di squalifica sono troppe, la sanzione è chiaramente sproporzionata.
In Eccellenza la classe arbitrale è composta da ragazzi giovani che si stanno formando, quindi non è facile per loro arbitrare una sfida con mille persone che vengono da Livorno e giocatori con atteggiamenti difficili da gestire. Devo dire che sin qui ho visto ragazzi all’altezza, ma è evidente che in questo caso una squalifica di tale peso mostra una mancanza di equilibrio e buonsenso. Tra giocatore e assistente di gara non c’è alcun tipo di contatto. Daniele spinge Giampà, ma non fa arretrare nessuno di 1 metro. Devo anche sottolineare il comportamento dei nostri tifosi. Fino ad oggi sono stati un esempio, ma domenica in particolare, hanno mantenuto la calma durante la decisione dell’arbitro.
L’ultimo punto di questa conferenza riguarda l'orgoglio che ho per questo movimento culturale e sportivo. Perché qui la categoria non c’è, la partecipazione non è legata principalmente all’evento sportivo, è pura passione e non è scontato. Questo movimento deve andare avanti con queste caratteristiche, niente deve danneggiare lo spirito dei nostri tifosi. Sarà compito nostro, seguendo i giusti canoni, cercare una soluzione affinché la società ed il movimento sia tutelato. Anche il campionato deve tutelare il Livorno. Questa squadra è un vanto per l’Eccellenza e fonte di ricavo per dieci o quindici società che con l’incasso della partita contro di noi fanno gran parte dell’incasso stagionale. Mi aspetto che tutte le componenti del sistema si comportino come abbiamo fatto noi fino ad ora, ovvero con equilibrio ed onestà.”
Queste le parole del patron amaranto sulle decisioni che hanno portato stupore in tutto l’ambiente amaranto. Vedremo quindi che strada prenderà la situazione, con la speranza che il Toro di Brindisi possa tornare a bucare le reti il prima possibile sotto gli occhi del signore delle reti, Igor Protti.
Autore: Jacopo Morelli / Twitter: @amarantanews
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