Serie D. Sporting Cenaia-Livorno, le pagelle degli Amaranto

28.03.2024 23:42 di Gianluca Andreuccetti   vedi letture
Felipe Curcio
Felipe Curcio
© foto di Nicola Ricci, Amaranta.it

Pontedera – Il Livorno torna sulla terra dopo l’incoraggiante vittoria contro il San Donato Tavarnelle e, pareggiando contro il Cenaia allo Stadio Ettore Mannucci di Pontedera, vede salire a 6 punti il distacco dalla Pianese prima in classifica.

Qui di seguito vi proponiamo le pagelle dell’incontro:

Facchetti. Il gol del Cenaia scaturisce da un tiro di Davide Bartolini di rara bellezza su cui il classe 2004 non appare comunque irreprensibile: si disimpegna bene in occasione dell’unica vera occasione da gol per i verdearancio. Voto: 5,5.  

Schiaroli. Nulla di particolare da segnalare, se non la solita evitabile ammonizione che induce Fossati a sostituirlo prima che la situazione precipiti. Voto: 5,5. 

(10' st Carcani. Capiamo il suo stato d’animo di giocatore in grado di passare dall’essere stato uno dei migliori contro la Pianese all’essere entrato a partita in corso per tre partite di fila, ma la superficialità con cui è sceso in campo è inspiegabile per un giocatore delle sue qualita. Voto: 5).

Tanasa. Dopo i 4 gol in 6 partite realizzati tra il 21 gennaio e il 3 marzo, sembra essere stato riassorbito nel più totale anonimato. Voto: 5,5.  

Curcio. Schierato troppo tardi sulla linea dei centrocampisti, va al tiro su calcio di punizione dal limite dell’area alla fine del primo tempo e non si macchia di nessuna colpa particolare. Voto: 6.

Camara. Prosegue senza sosta il suo periodo di involuzione: si accende a tratti, ma non è mai decisivo. Voto: 5,5.

(21' st Menga. Entra in campo quando il disordine tattico comincia a regnare sovrano e, nel giro di pochi minuti, porta Caciagli e Bartolini all’ammonizione, comportando l’espulsione del primo: è il migliore dei suoi e l’ultimo a mollare. Voto: 6,5).

Sabattini. Non vogliamo pensare che fosse ancora sotto l’effetto della sbornia successiva al gol siglato contro il San Donato Tavarnelle: dovrebbe specializzarsi nel fare una cosa sola e farla bene. Voto: 4,5.

(10' st Bellini. Rimanere seduto in panchina per lasciare spazio a questo Sabattini è errore imputabile a Fossati, ma il buon Filippo da San Miniato non fa nulla per far ricredere il tecnico ligure. Voto: 5).

Luci. Ha il merito di trovare il gol che apre le ostilità e il torto di non avere un compagno di squadra in grado di sostituirlo: sembra la luce di una stella che, perdendo progressivamente d’intensità, lascia in penombra il resto della squadra. Voto: 6.  

Nardi. Tenta senza successo il guizzo che potrebbe dare un qualcosa in più alla manovra amaranto, ma senza successo. Voto: 5.

Goffredi. Criticato a ragione dopo alcune non brillanti prestazioni, prova a lanciarsi in avanscoperta nella metà campo verdearancio con sufficiente continuità: è l’unico, tra gli amaranto visti in campo oggi, a sembrare in crescita dal punto di vista del rendimento. Voto: 6.

Cori. Sembra uno di quei fuochi d’artificio che s’incendia immediatamente, ma dura un attimo: i suoi compagni di squadra lo cercano poco e male, ma la sua affidabilità dal punto di vista della condizione atletica è a dir poco limitata. Voto: 4,5.

(14' st Luis Henrique. Un passaggio in profondità per Tenkorang e pochissimo altro: il vero Luis Henrique è il giocatore del girone d’andata o il centravanti che non va in gol dalla partita casalinga contro il Ghiviborgo giocando pochissimo? Voto: 5).

Tenkorang. È il miglior attaccante del reparto avanzato amaranto e già questo è tutto dire: sfortunato in occasione della traversa colpita in avvio di match, che avrebbe potuto portare al vantaggio del Livorno con qualche minuto di anticipo. Voto: 5,5.

(32' st Frati. Entra troppo tardi per riuscire ad incidere sulla partita. Senza voto).

All. Fossati. Solo e inascoltato, il tecnico del Livorno sembra tradito sia da quei giocatori che avevano reso possibile la serie di risultati utili consecutivi che aveva colorato il primo scampolo del 2024 (Camara, Nardi e Tanasa solo per fare alcuni nomi) sia da quei giocatori che, lasciati troppo spesso in panchina, hanno perso il feeling con la continuità delle prestazioni (Carcani, Cori e Sabattini su tutti): il sacrificio di Bellini per lasciare spazio a Sabattini e la decisione di non considerare Menga una seconda punta o un esterno d'attacco, facendolo entrare in sostituzione di un laterale di centrocampo e confinandolo in quel settore del campo, risultano scelte di difficile lettura agli occhi di chi scrive. Voto: 5.