Livorno – Fumata nera per il consiglio d'amministrazione del Livorno calcio 1915 in calendario nella mattinata di oggi, sabato 10 ottobre, all'hotel Palazzo di Livorno. Nessun socio della cordata finanziata da Cerea Banca 1897 si è infatti presentato. Ha invece partecipato all'incontro il commercialista Mario Pacciani, che ha permesso la verbalizzazione della riunione, revisore dei conti della Spinellinvest dell'ormai socio di minoranza Aldo Spinelli.

Al termine dell'incontro, davanti all'entrata dell'hotel assieme al sindaco di Livorno, Luca Salvetti, il presidente Navarra si è intrattenuto con una nutrita rappresentanza di tifosi amaranto.

Navarra, oltre a confermare che l'assemblea dei soci non ha potuto deliberare l'aumento del capitale sociale per mancanza della maggioranza prevista dalla legge, ha detto che “stamani è arrivato un messaggio della banca Cerea” in cui si afferma che la quota di fideiussione che la banca sarebbe disposta a coprire sarebbe di “650 mila euro, ovvero come se non la rilasciasse, perché se il Livorno non fa la fideiussione di un milione, o meglio di 920 mila euro, non solo non si possono tesserare i nuovi ma anche i vecchi giocatori sono ingestibili”. A ruota, Navarra ha aggiunto: “Lunedì, se loro mettono 650 mila euro per la fideiussione, io metto da solo 350 mila euro”. Per completezza di informazione, salvo patti diversi sottoscritti tra le parti, anche la cifra della fideiussione va suddivisa proporzionalmente tra i vari azionisti.

Navarra ha aggiunto che Mauro Ferretti, socio al 17 per cento, gli avrebbe di fatto già ceduto le sue quote “fin da giovedì scorso”. Se è così, a questo punto, Navarra avrebbe nelle sue mani la disponibilità del 38 per cento delle quote societarie. A queste, se le acquisirà, dovrebbero essere aggiunte quelle di Spinelli, pari al 10 per cento, per un totale del 48 per cento. Si tratterebbe di una parte cospicua di azioni, ma non sufficienti a guidare in autonomia il club, tanto che Navarra ha esclamato: “Avere il 48 è come avere il 21 per cento!”.

Con ogni probabilità, oggi, Navarra aspettava a Livorno il vicepresidente Silvio Aimo, che possiede il 18 per cento delle quote, con quale nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dallo stesso Navarra, “erano intercorsi buoni rapporti, era una persona gradevole, ma che poi non si è fatto più vivo”. Umberto Casella, come ampiamente riportato da Amaranta.it, ha firmato ieri un preliminare di cessione del suo 34 per cento al gruppo Carrano rappresentato da Danilo Mariani. Un'operazione sulla cui legittimità Navarra nutre perfino dei dubbi. Della posizione di Ferretti, invece, abbiamo già detto.

“Lo scorso 22 settembre il consiglio ha deliberato versamenti che abbiamo onorato solo io e Spinelli. Lunedì mettiamo la fideiussione ed i soldi per pagare le scadenze. Se ci sono l'uno e l'altro, si va avanti, altrimenti è un problema”, ha chiosato Navarra. “Se i soci verseranno quanto dovuto e si farà la fideiussione, il pericolo è scongiurato, ma se questi che finora zero hanno tirato fuori, zero ancora verseranno, purtroppo la strada è segnata”.

A conclusione dell'incontro con i tifosi, Navarra ha sottolineato che, nel complesso, occorre un milione e 600 mila euro entro la fine di ottobre per salvare il Livorno dal fallimento: poco meno di un milione, entro martedì prossimo, 13 ottobre, per la fideiussione tesa a garantire le spese relative agli ingaggi dei giocatori amaranto e in particolare dei nuovi che, già sotto contratto, altrimenti non possono essere utilizzati, più all'incirca altri 600 mila euro che rappresentano la cifra concernente gli emolumenti da pagare. Se non saranno rispettate queste scadenze, per il Livorno potrebbe aprirsi la porta del fallimento.

Sezione: Calcio / Data: Sab 10 ottobre 2020 alle 18:06
Autore: Marco Ceccarini
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