Livorno – Oggi, giovedì 25 marzo, compie 80 anni Renzo Melani, l’allenatore del Livorno dei record, quello del 1983-84, il Livorno che vinse il campionato di Serie C2 con 50 punti, 18 vittorie, 14 pareggi e nessuna sconfitta, 35 gol fatti e solo 7 reti subite. Cifre incredibili, tanto più se si considera che allora per la vittoria si ottenevano due e non tre punti. In quella squadra, oltre al quasi imbattuto portiere Gianpaolo Grudina, c’erano tra gli altri il formidabile centrocampista Walter Berlini, il coriaceo difensore Alberto De Rossi padre di Daniele De Rossi, la mezzapunta Tano Salvi e l’attaccante Mario Palazzi che con 7 gol fu il capocannoniere della squadra.
Melani, che dopo la vittoriosa cavalcata con il Livorno andò a guidare l’ambizioso Mantova in C2, è uno degli allenatori di calcio italiani più vittoriosi a livello di Serie C, essendosi aggiudicato ben cinque campionati. La sua carriera, prima come calciatore e poi come allenatore, dirigente ed osservatore, iniziata nel 1958 come giocatore del Fucecchio, squadra del suo paese natale, si è conclusa nel 2012 come osservatore del Bologna. Risulta ancora tesserato della Figc ed è anzi il più anziano tesserato della federazione calcistica italiana.
Melani è nato a Fucecchio il 25 marzo 1941. Ha un fratello, Franco Melani, anche lui ex calciatore ed allenatore, cui è molto legato. I suoi maggiori successi li ha ottenuti come tecnico avendo allenato club importanti come Alessandria, Lucchese, Empoli, Pistoiese, Spal e Genoa, quest’ultima in Serie B. L’ultima squadra allenata da Melani è stata proprio il Livorno nella stagione 1990-91, in C2, quando venne sostituito da Miguel Vitulano. Il suo nome, tuttavia, rimane in modo indelebile nella storia del Livorno quando ottenne in modo strepitoso la promozione in C1 riscattando così in via istantanea l’onta della prima retrocessione nella quarta divisione nazionale, avvenuta per la peggiore classifica avulsa, assieme alla Reggina, con Siena e Ternana che si salvarono.
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