Livorno – Compagno di tante battaglie, negli anni migliori della storie recente amaranto, Antonio Filippini, subentrato alla guida della Pro Sesto al posto dell'esonerato Parravicini, non usa giri di parole per descrivere l'incrocio che lo porterà a giocarsi tutto proprio contro il “suo” Livorno, guidato dall'amico Marco Amelia, in quell'Ardenza che per tanti anni gli ha regalato tante soddisfazioni e dove, da tecnico, lo scorso anno non riuscì a evitare la retrocessione in C.
"Appena arrivato alla Pro Sesto – ha confessato il tecnico dei lombardi ai colleghi di TuttoC, alla vigilia del match di domenica - la prima cosa che ho guardato è stato il calendario di quella partita. Mi auspicavo che non potesse contare niente. Invece sia noi che loro ci giochiamo tantissimo, non c'è niente da fare il calcio è così. La gara cerchiamo di prepararla con grande attenzione. La cosa più importante è non farsi prendere dall'eccessivo nervosismo dovuto all'importanza della posta in palio e applicare in campo le cose provate nei giorni precedenti".
“Abbiamo fatto bene fin dalle prima partita a Pontedera – ha aggiunto - ma anche contro Alessandria e Grosseto non meritavamo di perdere per quanto espresso, anche domenica scorsa contro il Renate abbiamo fornito una buona prestazione contro un avversario di livello. Meritavamo almeno due punti in più ma purtroppo il calcio è questo noi dobbiamo accettarlo, dare il massimo in questa ultime partita preparandola al meglio".
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