Carrara. Un Livorno dai due volti butta via quello che poteva essere considerato come l’ultimo biglietto per il treno salvezza. Nell’ultima stazione, anche ultima spiaggia, dello Stadio dei Marmi, abbiamo assistito a qualcosa di inverosimile, impossibile da credere e difficile da raccontare. Un primo tempo a dir poco da incorniciare e un secondo per il quale la lingua italiana non ha un aggettivo qualificativo che lo descriva per quello che veramente è stato. “Incredibile”, come aggettivo, lo abbiamo usato già fin troppe volte in questa stagione. E invece, purtroppo, e anche questa volta con la Carrarese del nostro capitano, è tutto vero. Sconfitta umiliante e zero punti da portare a casa. Ci siamo abituati.
Mister Amelia ha un diavolo per capello, proprio come tutti gli sportivi amaranto. Giustamente, ce l’ha con chi vuole arrivare a fine stagione senza farsi male e onorare il contratto, si fa per dire, senza infamia e senza lode. Di lodi non se ne parla, le infamie sono più che giustificate. Anche troppo diplomatico davanti ai microfoni il Marco Amelia che ora si trova a fare i conti con una scienza esatta. La matematica non è come il calcio, a parte il fatto che il risultato di ogni operazione è uno e uno solo.
Nel suo cuore ci sono 21 punti e qualche scontro diretto che potrebbero cambiare il valore assoluto di qualche numero. È proprio per questo motivo, crediamo, che afferma che non è ancora finita. Se le partite durassero 45’, saremmo tutti con lui. Il regolamento del calcio professionistico, però, ci dice che non è così che funziona. A quanto ci risulta, funziona in questo modo anche in quello dilettantistico. Quello che ci aspetta, se in queste sette giornate non trova il modo di far tirar fuori i coglioni a una squadra che non ha ancora gli attributi per essere definita come tale.
Carrarese – Livorno 4 : 2
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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