Ascoli. C’è poco da salvare nella partita del Del Duca, forse niente. Il 7 in pagella di Zima, strameritato, la dice lunga su una sconfitta che poteva assumere proporzioni drammatiche se gli attaccanti bianconeri avessero sfruttato al meglio le occasioni che gli sono capitate. Per lungo tempo l’Ascoli ha preso a pallonate il Livorno e la vittoria di misura è un risultato fin troppo clemente per quello che si è visto in 98 minuti di gioco. Il Livorno ha subito già dai primi minuti e lo abbiamo visto affacciarsi nella metà campo avversaria, per altro in maniera timida e poco convinta, intorno alla mezz’ora con azioni sterili. Nel secondo tempo si è visto solo l’Ascoli che ha amministrato il vantaggio con disinvoltura disarmante. Quando poi ha deciso di chiudere la partita, lo ha fatto senza troppi problemi. Siamo ancora a 0 punti e a 0 gol. È il momento di correre ai ripari. La mancanza di un playmaker vero si fa sentire. Come identità di gioco, il Livorno è ancora un cantiere a cielo aperto.
Secondo Breda quel qualcosa che manca ha a che vedere con il gruppo: “Pensare solo a lavorare e a integrare i ragazzi che sono arrivati, che hanno bisogno ancora di tempo per la condizione e per capire quello che gli stiamo chiedendo”. Il mister non si nasconde dietro ad un dito: “Non possiamo pensare a trovare alibi. Dobbiamo pensare a fare squadra, a far gruppo e a lavorare sulle nostre idee tattiche senza tanti giri di parole. Bisogna iniziare a concretizzare quelle situazioni che in ogni caso ci sono”.
Agazzi è rammaricato ma non demotivato: “Pur creando occasioni, non abbiamo segnato. È tutto lì”. Riguardo al gruppo: “Con i nuovi arrivati si sta lavorando, come al solito ci vuole tempo. Questo non è una scusa per avere 0 punti dopo 3 partite”. È fiducioso: “Quando poi arriverà il primo risultato, a livello mentale ti cambia tutto”.
Ascoli – Livorno 1 : 0
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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