Crema. Fino a qualche anno fa, pochi fra gli sportivi con il cuore amaranto sapevano che esistesse una squadra dal nome Pergolettese. Dove giocava, se giocava, come giocava, quando giocava, che maglia aveva. Nessuno di noi avrebbe mai pensato di trovarsi a commentare una partita, un risultato e una situazione come quelle di cui ci troviamo a parlare alla 27eseima giornata del girone A della Serie C, nell’anno del Signore 2021. Quello delle mascherine e del Covid-19, quello degli stadi vuoti e delle partite in viva voce, quello che quando si fa gol non ci si potrebbe nemmeno abbracciare.
In un lustro di passioni e di delusioni, di speranze mancate e di false illusioni, di prese per il culo e promesse mai rispettate, ci siamo trovati a vivere una realtà che non è la nostra. Uno status quo in cui facciamo fatica a riconoscerci per quello che è a guardare la classifica. A oggi, veder giocare il nostro Livorno è una pugnalata nel cuore. Un amore non corrisposto, se ne vogliamo fare una questione di cuore.
Con tutto il dovuto rispetto per la squadra guidata da De Paola e per i suoi tifosi, per l’assetto societario, per l’organizzazione tecnico-tattica e per quello che hanno fatto vedere in campo, non si può far altro che dire che noi dobbiamo ricominciare tutto da capo. Proprio perché, anche questa volta, non abbiamo perso con il Real Madrid, e quindi sarebbe il caso di mettersi una mano sul cuore. Giusto per capire chi siamo e dove vogliamo andare. Il mister del momento ci ha appena detto che “Ci manca qualcosa”. Il suo cv ci impone di riflettere prima di parlare. Una volta fatto, ci viene da dire che a noi, ora come ora, ci manca tutto.
Se vogliamo andare dove ci porta il cuore, questa non è la strada giusta.
Pergolettese – Livorno 1 : 0
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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