Livorno – Nel 1981, giusto un anno prima di ricevere il Nobel per la letteratura, Gabriel García Márquez pubblica in Spagna Crónica de una muerte anunciada, una grandiosa allegoria sull’assurdità della vita così come un memorabile capolavoro sull’onore e sulla fatalità. Nel plot del romanzo, come si evince facilmente dal titolo, nella cittadina colombiana di Aracataca, tutti sanno che il tal giorno, un lunedì di Febbraio, Santiago Nasar, rampollo della nobiltà locale, morirà per aver disonorato Ángela Vicario, la più giovane e bella di quattro sorelle di una modesta famiglia. In una novela dalla cronologia di sole cinque ore, Santiago Nasar passa a miglior vita come tutti si aspettavano.
Fin troppo banale il parallelismo con le sorti del Livorno 2019-2020 nella partita interna con la Cremonese, valevole per la 33esima della Serie BKT, in uno stranamente inoltrato venerdì di Luglio. Al contrario della trama imbastita dal compianto Gabo, tutti sapevamo tutto. E tutto quello che avevamo pronosticato si è concretizzato, come al solito, dopo il 90° minuto. Sapevamo che il Livorno avrebbe sputato sangue, che avrebbe fatto una partita più che dignitosa, che i suoi giovani avrebbero fatto una gran bella figura e che, nei minuti di recupero, sarebbe arrivata la morte annunciata molto lontano nel tempo, per usare le parole di mister Filippini.
A mente fredda, meglio ora che dopo. Ci sarà più tempo per disegnare il futuro tecnico e gestionale della società. Al management ancora in carica, o a quello che verrà, se verrà, raccomandiamo caldamente la lettura del saggio Yo no vengo a decir un discurso, in italiano Non sono venuto a fare discorsi, sempre di Márquez, ma del 2010, nella collana Saggi Stranieri di Mondadori.
Perché i discorsi li porta via il vento.
Livorno – Cremonese: 1 – 2
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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