Livorno - I giochi sono ormai fatti e anche continuare a sperare in non si sa bene cosa è un lusso che non possiamo più permetterci. Sperare di trovare qualche punto in campo è quantomeno impensabile, vista la tendenza che non si è mai invertita. Di racimolarne qualcuno dal palazzo, come contropartita a qualche comportamento virtuoso a livello gestionale, ancora meno, vista la solerzia con cui, a più riprese, ci sono stati tolti. Tre sono arrivati.
Il testacoda con i lariani finisce come da pronostico anche se il risultato punisce gli amaranto in maniera troppo pesante. Il Como è uno squadrone, primo in classifica e in corsa per la promozione diretta nella serie cadetta. All’Ardenza però soffre e le prova di tutte per portare via il risultato. Gli uomini di Gattuso sono scaltri e fortunati. Comunque abili a sfruttare al massimo i nostri errori. Che anche in questa partita sono stati numerosi.
Con otto punti in più, la classifica sarebbe leggermente meno drammatica e il morale sicuramente più alto. Non sarebbe comunque una situazione esaltante, neanche in quel caso. Perché il gioco, quello che si vede in campo, è comunque quello di un’intera stagione. Una stagione da dimenticare come una delle più disastrose della nostra lunga storia o da ricordare come quella della rinascita. Sempre che di rinascita si possa parlare in un futuro abbastanza prossimo.
Mister Amelia continua imperterrito a fare il suo mestiere. Oltre a cercare sempre la soluzione tattica migliore partita dopo partita, non si vuole arrendere a un’evidenza che lascia poco spazio a tutto quello che non ha a che fare con i numeri. E infatti, questa volta come non mai, anche lui si attacca alla questione della penalizzazione. Forse la prima volta da quando veste i panni dell’allenatore del Livorno. Forse lui ci sperava davvero. E la Corte federale lo ha accontentato. Se questi tre punti serviranno a qualcosa, lo vedremo molto presto.
Livorno – Como 1 : 2
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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