Livorno. Queste le parole con cui mister Dal canto conclude l’intervista del dopo partita della 22esima giornata di campionato. A vedere le cose come stanno, a cominciare dalla sconfitta interna con una diretta concorrente alla salvezza, la sua disamina è stata anche troppo ottimistica. È tutto molto complicato adesso, ma lo è stato anche prima del Piacenza e lo sarà fino alla fine della stagione.
La situazione societaria sta assumendo solo ora, a febbraio inoltrato, una parvenza di normalità, anche se non ha ancora il potere di trasmettere fiducia e sicurezza a tutto l’ambiente. La rosa è stata più volte rivoluzionata e la squadra non ha ancora, non può averla, quell’identità di gioco che garantirebbe qualche certezza e un minimo di continuità. I reparti non hanno punti di riferimento e ogni domenica il mister si inventa, con ammirevole arguzia tattica e sempre con un certo successo, una formazione diversa da mandare in campo. I giocatori che scendono in campo non si conoscono, se non di vista. Il popolo amaranto è lontano e non può dare il suo consueto e prezioso supporto.
È vero che la società ha fatto le sue mosse nel mercato di gennaio. È vero che Dal Canto è un allenatore competente e preparato che ci mette la faccia. È vero che i ragazzi, tutti quelli che si sono alternati nell’undici di partenza, hanno sempre dato tutto senza risparmiarsi mai. È anche vero che il popolo amaranto, anche se non può andare allo stadio, si fa sentire ogni volta che se ne presenta l’occasione.
Mancano ancora tante partite e il tempo può sanare tante mancanze. Nonostante ciò, ora è tutto maledettamente complicato.
Livorno – Piacenza 0 : 1
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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