Livorno - Archiviata (non per tutti) la vicenda Majd Yousif, su cui la stampa olandese ha fatto chiarezza fin oltre ogni ragionevole dubbio e su cui sarebbe opportuno voltare definitivamente pagina, spuntano al momento nuove news di interessamenti alle quote di maggioranza della società di via Indipendenza.
Per il momento è bene chiarirlo, sono tutte richieste di informazioni, nulla più, e ancora si è ben lungi dal primo contatto con l'attuale proprietario del Livorno calcio.
Ad oggi la trattativa con Yousif è quella che è giunta alla sua fase più avanzata, con un primo incontro e le basi per un possibile accordo, poi di fatto mai avvenuto; ma nell'ormai lontano gennaio erano almeno 3 le cordate interessate a intavolare una trattativa.
Ma cos'è che ha frenato di fatto le altre due (e aggiungiamo cosa farà da filtro tra chi è veramente interessato o meno)? In primis gli alti costi di gestione del Livorno; si parla di oltre 500 mila euro mensili, e 8 milioni per l'intera stagione, compreso il parco giocatori quasi interamente di proprietà della società.
In secondo luogo il nuovo centro sportivo di Fauglia; laddove sarebbe dovuto nascere "Livornello", in seno ad una trattativa si tratta niente più che una zavorra per un eventuale compratore, visti i costi non solo di gestione, ma anche di realizzazione di un progetto che in 5-7 anni avrebbe dovuto trovare il suo compimento.
In terzo luogo lo stadio,e le annose polemiche con l'amministrazione comunale per l'ammodernamento dell'impianto,con gli alti costi di affitto dell'impianto e la stringente necessità di un nuovo stadio.
In quarto luogo l'ambiente; in questo momento la piazza è in una fase di stanca, i numeri sugli spalti sono sempre più ridotti e l'incasso non copre neppure i costi di manutenzione del manto erboso.
E queste solo alcune delle voci che potrebbero frenare un ipotetico compratore, senza contare il fatto che in un calcio moderno fatto di bilanci, interessi e soprattutto colpito duramente dalla recente crisi legata alla pandemia di Covid-19 un investimento del genere sarebbe prerogativa di pochissime persone.
Lo scenario è pressochè delineato, ed è preoccupante non solo a casa nostra: basti pensare alla situazione di alcune squadre di serie B che non sono sicure di portare a termine la stagione, nè tantomeno di presentarsi ai nastri di partenza della prossima.
Ciò detto, è bene chiarire che le voci che circolano sull'interessamento del presunto fondo York Capital, che ha trattato in passato Palermo e Sampdoria, sono, ad oggi, prive di fondamento. Pure la pista argentina, forse la più attendibile tra tutte quelle viste quest'anno, si è arenata sul nascere viste le enormi difficoltà a sostenere costi di gestione così onerosi.
Al momento c'è un solo nome in grado di garantire il futuro del calcio di alto livello a Livorno, ed è quello del Gruppo Spinelli. Che piaccia o meno, nonostante provino da almeno un lustro a vendere la società o a darla in gestione, alla loro porta non si è ancora presentato un soggetto all'altezza della situazione.
E se non di miracolo, poco ci mancherebbe qualora entro la fine di questa travagliata stagione si presentasse qualcuno con un progetto serio e un interesse in città tale da porter mantenere il Livorno sui livelli degli ultimi venti anni.
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