Livorno - Dopo le parole di Buglio e Toccafondi, non potevano mancare quelle di Igor Protti per chiarire i fatti che hanno portato alla squalifica. L’idolo amaranto è stato inibito da ogni attività per ben tre mesi, ovvero fino al 4 febbraio 2022. Che la squalifica risulti eccessiva è evidente, soprattutto stando a quanto raccontato in conferenza da Protti stesso. La differenza però tra questa squalifica e quella di Vantaggiato c’è. Da una parte, in difesa del toro di Brindisi, sono presenti delle immagini che possono appoggiare facilmente il reclamo del Livorno, in quanto è evidente che l’arbitro non venga direttamente aggredito e non arretri di un metro, come scritto sulle note dei provvedimenti disciplinari. Dall’altra, quella di Protti non ha nessuna prova visibile, dato che gli eventi sono accaduti all’interno dello spogliatoio della terna arbitrale. In ogni caso, tenendo presente con quanta forza il direttore di gara ha calato in tavola l’asso per le immagini che tutti abbiamo visto, viene naturale pensare che abbia usato un metodo smisuratamente duro anche per giudicare la discussione con Igor Protti. Ecco le parole che il bomber amaranto ha pronunciato per chiarire ciò che è successo tra quelle mura.
"Con alcuni ci conosciamo da tanto tempo, con qualche ragazzo più giovane un po’ meno, ma credo che tutti quanti sappiate che non mi piace chiacchierare troppo, ma quando dico qualcosa lo dico perché è vero. Per questo ci tengo che queste parole siano la sola ed unica verità", ha affermato Protti. "Domenica pomeriggio ero in tribuna con il direttore sportivo Pinzani, a fine primo tempo ci siamo spostati dalla tribuna centrale a quella laterale. Ho seguito tutta la partita parzialmente in silenzio, compreso l’episodio di Daniele, fino ai minuti di recupero. Ma quando al 94esimo minuto c’è stato un fallo su Gelsi non fischiato, è venuto fuori il tifoso che c’è in me a discapito del dirigente. In quel momento mi sono uscite dalla bocca delle parole inadeguate nei confronti dell’arbitro. Sono consapevole di aver sbagliato, è una cosa che non dovrò più fare per tutti quelli intorno a me e per me stesso".
"Alla fine della partita sono andato di fronte agli spogliatoi", ha continuato Protti. "In quel momento il direttore di gara mi è passato davanti, mi ha dato la mano, gliel’ho restituita, e gli ho chiesto se le sembrasse di aver diretto una buona partita. Lui ha proseguito a diritto ignorandomi. Dopo un paio di minuti, come ho sempre fatto da dirigente e come sempre facevo da calciatore, sono andato a salutare la terna arbitrale. Quindi ho bussato, sono entrato, ho dato nuovamente la mano all’arbitro, proponendogli ancora la stessa domanda. A questo punto il direttore mi ha risposto che, data la mia grande esperienza sui campi verdi, questa mi potesse esser sembrata una partita semplice da arbitrare. Io gli ho risposto di no, vi assicuro che ho utilizzato toni tranquilli, che non era una partita facile e probabilmente lo avevano designato data la sua bravura ad arbitrare. Ho proseguito dicendo che sbagliare capita a tutti e noi, come squadra, abbiamo sbagliato sicuramente più di lui. Gli ho fatto il mio in bocca al lupo e l’ho salutato".
E la chiosa: "Questa è tutta la storia, dall’inizio alla fine. Qualsiasi cosa possa venire fuori di diverso da quanto ho detto, non fa assolutamente parte della verità. Adesso non dobbiamo cadere nel vittimismo e nelle scuse, i ragazzi non devono pensare che il nostro campionato verrà condizionato dagli arbitri o dalla sfortuna, perché queste sono le scuse dei perdenti. Noi dobbiamo continuare a lavorare pensando che il nostro futuro è nelle nostre mani".
L'ex capitano amaranto si è espresso così. Neanche quando Igor decise di rincorrere mezza terna arbitrale su e giù per il campo in quel famoso derby contro il Pisa, al Picchi, gli venne attribuita una tale squalifica. E’ vero, noi non sappiamo l’accaduto dentro lo spogliatoio, ma le parole di Protti contano, considerando anche il giudizio dell’arbitro sul gesto di Vantaggiato che appare sproporzionato. A differenza però dell’attuale numero dieci amaranto, Igor potrà continuare a stare a stretto contatto con i ragazzi, indirizzando i loro sguardi verso quell’unico obiettivo inciso nella mente di ogni livornese, che prende il nome di rinascita.
Autore: Jacopo Morelli / Twitter: @amarantanews
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