Livorno – Testa libera, un pizzico di sana incoscienza e magari un po' di malizia in più. Il Livorno archiviata la delusione per il pareggio subìto in extremis dal Grosseto nel turno infrasettimanale fa visita al Pontedera con lo spirito di chi, ormai, non ha più niente da perdere. Il tempo dei calcoli e delle tabelle, se mai sono esistiti, adesso davvero non hanno più senso. La logica e la razionalità dicono che per salvarsi servirà qualcosa di più di un miracolo. Ma il campo ha detto anche che pur collezionando sconfitte in serie, salvo qualche deprecabile caso isolato, non è stato dominato da nessuno. E allora, come ha detto Marco Amelia in conferenza stampa, partiamo dal buono. La rovesciata di Braken, la perla di Dubickas, la voglia di reagire e ribaltare il tavolo a una sentenza già scritta. Tutte queste cose il Livorno ce l'ha, deve solo (chiamalo dettaglio...) imparare a mantenerlo nell'arco dell'intera partita e non a fiammate improvvise.
La partita di Pontedera in tal senso è un buon test: il “Mannucci” storicamente è un campo ostico per i colori amaranto che a parte una tripletta di Murilo che ancora si ricorda per la sua imponderabilità in Valdera hanno raccolto spesso delusioni. I granata, in piena zona playoff, oltretutto sono in un ottimo momento di forma come testimoniano le due vittorie consecutive (Giana e Pro Patria) con cui si presentano al derby con il Livorno. Insomma, il pronostico, classifica alla mano, è più che chiuso. Tradotto: chi deve aver paura di un passo falso non è certo il Livorno.
Per quanto riguarda la formazione, si dovrebbe rivedere quasi la stessa squadra che stava per ribaltare i butteri maremmani. Sulla corsia destra torna Parisi, unico dubbio tra i pali con il ballottaggio Neri-Stancampiano. Ancora out l'infortunato Canessa. In casa granata Maraia dovrebbe disporsi col 352 con Margrassi e Semprini all'attacco.
Fischio di inizio domenica alle ore 15. Niente da difendere, niente da perdere. Tutti all'assalto. Perso per perso almeno proviamoci...
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