Livorno – La gioia incontenibile per un gol che ha spianato al Livorno la strada del successo contro il Cenaia e la spensieratezza di vivere con equilibrio i suoi ventuno anni compiuti lo scorso 24 maggio: tutto questo e molto altro è ciò di cui Elia Menga, seconda punta con il vizio del gol, fa sfoggio presentandosi alle giornaliste e ai giornalisti assiepati in zona mista e in conferenza stampa.
“Ringrazio il Mister per avermi dato un’opportunità al termine di un periodo in cui non sono stato al massimo della forma, diversamente da quanto è accaduto all’inizio del campionato: realizzare un gol, che ha contribuito al successo della squadra, in uno stadio così importante e dinanzi a un pubblico del genere, rappresenta per me un’emozione che faccio fatica a descrivere perché venivo da un periodo in cui non riuscivo a trovare il mio spazio. Anche a livello di squadra – ha proseguito l’attaccante nativo di Montevarchi – si tratta di una sorta di liberazione perché venivamo da un periodo in cui non riuscivamo a portare a casa l’intera posta, ma questo risultato ci deve dare coraggio: mi trovo molto bene con i miei compagni perché siamo un gruppo unito, affamato e voglioso di fare. Chi viene a giocare qui contro di noi deve avere paura di incontrarci (sportivamente parlando, ndr)”.
La soddisfazione di Menga è anche legata al fatto di essere riuscito ad imporsi dopo essersi visto costretto a rimanere fuori in attesa che arrivasse il suo turno: “Sono giovane e mi sono convinto di dover sputare sangue in occasione di ogni allenamento e di ogni partita per conquistarmi il mio spazio: mi sono messo in un angolo e ho pensato soltanto a dare il 100% in attesa che arrivasse il mio momento e quest’ultimo, finalmente, è arrivato. Il mio scarso impiego non è stato dovuto alla presenza in rosa di tanti giocatori classe 2004 di livello, bensì al fatto di aver raggiunto il top della forma soltanto in maniera graduale. Oggi ho giocato con Mutton in un attacco a due punte – ha proseguito il giocatore di proprietà dell’Empoli - ma mi trovo molto bene a giocare anche con Cori, con Cesarini, con Giordani e con Kosiqi sia in un attacco a due punte sia in un attacco a tre punte”.
Menga risponde a tono anche quando si tratta di parlare delle critiche piovute sulla squadra dalle tribune sotto forma di parole poco cordiali, dichiarando di aver pensato soltanto a giocare: “Quando sono in campo, riesco a isolarmi dal contesto che mi circonda e a giocare senza condizionamenti: sul rettangolo verde, avverto distintamente soltanto il rumore del tamburo e il frastuono delle persone che ci incitano”.
Avviandosi alla conclusione, l’attenzione si sofferma sulla Pianese dello scorso anno, in cui Menga ha collezionato 31 presenze e 5 gol tra tutte le competizioni: “Rispetto alla Pianese dello scorso anno, questa è una squadra che ha margini di miglioramento nettamente più ampi perché quella raggiunse subito il picco del proprio rendimento (e poi fu superata in classifica dall’Arezzo, ndr), mentre questa sta crescendo gradualmente in forza della presenza di un gruppo, che è molto unito tra tutte le sue componenti e rispetto al quale un giocatore giovane come me non potrebbe augurarsi di meglio”.
Gli occhi di Elia Menga si illuminano un’ultima volta quando si tratta di prendere in considerazione l’Aquila Montevarchi, avversario di domenica prossima alle ore 14:30 allo stadio Brilli Peri: “Sono nato e cresciuto lì per cui ho grande rispetto per loro e non esulterei nel caso in cui riuscissi a realizzare un gol, però andrò in campo con l’idea di dare tutto per la maglia che avrò indosso”.
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