Livorno – Adesso parlo io. Al termine della gara pareggiata in modo rocambolesco con il Lecco il presidente amaranto Rosettano Navarra, che prima della gara si era intrattenuto con una delegazione di tifosi amaranto, ha detto la sua sulla complicatissima e intricatissima situazione societaria. Una conferenza stampa fiume, durata quasi due ore, in cui il neopresidente non si è risparmiato e – cosa ben più importante - non ha risparmiato nessuno: Spinelli (padre, ma soprattutto figlio), Mastena, Lamanna, Rubino, Bogdan. Ce n'è davvero per tutti.
Le parole più dure sono per il presidente di Banca Cerea Mastena: “Con questi signori, io ho chiuso e non li considero più interlocutori. Potrei raccontarne tante: dall'appuntamento a Roma disertato, a una proposta di acquisizione delle mie quote incomprensibile a me e agli avvocati, roba da Totò e Peppino. Nel prossimo Cda (dovrebbe svolgersi giovedì, ndr), si andrà per l'aumento di capitale e lì vedremo chi ha i soldi. Può essere l'occasione per il passaggio forzato delle quote”.
Ma c'è anche la possibilità che qualche esponente della cordata cambi casacca e consenta a Navarra di prendersi la maggioranza delle quote: i nomi sono quelli di Ferretti e Aimo. Se il primo ha praticamente già fatto il salto della barricata resta da capire se lo farà anche il secondo. In quel caso gli scenari potrebbero cambiare e dare una svolta alla situazione.
Navarra ha anche parlato della famiglia Spinelli. Per Aldo ha avuto parole agrodolci: “Con il presidente Spinelli è scattata subito una simpatia a livello personale. E – ha aggiunto Navarra - vorrei ricordare che io la mia intenzione di acquistare il Livorno l'avevo manifestata già nei mesi passati con la squadra ancora in B. Aldo Spinelli, al momento è l'unico mio interlocutore e socio, ed è fondamentale che accetti la mia proposta di fideiussione al 50%, che poi gli restituirò, per poter tesserare i giocatori che si stanno allenando con noi e rinforzare la squadra. Con lui ho un rapporto franco ma evidentemente in casa ha qualche bastian contrario che lo influenza negativamente. Lui, in buona fede, sia chiaro, ha creato questa situazione e deve fare la sua parte. Anche perché esiste il concetto di 'incauta vendita' e potrebbe andarci di mezzo anche lui”.
Su Lamanna Navarra è caustico: “Ho detto più di una volta che non ho niente di personale contro di lui ma non è una persona con voglio lavorare. Eppure lui e altri personaggi alla fine li ritrovo sempre presenti con qualifiche strane”.
Ce n'è anche per Rubino: “Si è presentato raccontando che era stato scelto da Spinelli ma non era vero. E quando si è trovato a dover parlare con il suo potenziale collega Cozzella gli ha teso una trappola invitandolo a una riunione con una serie di soggetti. Lì ho capito che bisognava fare un po' di pulizia e ribadire come unico ds Vittorio Cozzella”.
Ai calciatori ha riservato parole di stima, eccetto per qualcuno che ha già fatto le valigie: “Il certificato medico di Bogdan era carta straccia e gli ho subito intimato di tornare subito dalla Croazia e mettersi a disposizione. Lo abbiamo venduto alla Salernitana ma su questo voglio essere chiaro: i giocatori se non portano offerte con soldi veri da qua non si muovono”.
Sulla questione degli stipendi purtroppo l'ombra della penalizzazione è tutt'altro che diradata: la prima fideiussione infatti non è stata accettata e la seconda pagata da Navarra e Spinelli è giunta fuori tempo massimo. Il rischio del malus in classifica esiste.
Parole di grandissima stima umana e professionale arrivano invece per mister Dal Canto: “Abbiamo pranzato insieme e quando ha percepito che la sua poteva essere una presenza divisiva in quanto non condivisa ha messo sul piatto le sue dimissioni per non gravare economicamente sulla società. Io le ho respinte. Sta facendo molto bene, il giorno che andrà via sarà una scelta mia, non sua”.
Infine un passaggio sui rapporti con Lega Pro e Figc: "Ci sono persone in società che hanno il compito di intrattenere i rapporti con le istituzioni e lo stanno facendo, io da parte mia in questa situazione posso fare ben poco ma se necessario farò la mia parte".
Navarra ha poi ringraziato la città, i tifosi e anche il sindaco per l'ottima accoglienza: “Io sono un decisionista ma non sono un padrone, io ho solo uno scettro, temporaneo, sulla società. Ma i veri padroni del Livorno sono la città e i suoi tifosi. Lo dico come una battuta ma fino a un certo punto: pensiamo all'Italia del 2006, l'inizio fu a dir poco tormentato ma poi sappiamo tutti come è finita. Dalle difficoltà possono nascere imprese straordinarie”.
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