Livorno - Oggi pomeriggio l'Unione Sportiva Livorno rappresentata dal direttore sportivo Raffaele Pinzani e dal club manager Igor Protti ha presentato il nuovo portiere degli amaranto Luca Mazzoni, storico portiere labronico classe 1984 al rientro da due anni di stop a causa di una squalifica. Il d.s. non fa troppi giri di parole e afferma subito: "Ci sono tanti giocatori appena arrivati che avrebbero meritato di sedersi qui a parlare ma questa è una occasione particolare, è una conferenza stampa che mi sembra giusta e doverosa. Ho chiamato subito Luca che conoscevo già da tempo e mi invitò prendere un caffé a casa sua e quando gli spiegai che volevamo coinvolgerlo dopo dieci secondi mi interruppe e mi disse 'vengo'. Ha Livorno nel cuore e nel sangue, ha gioito e sofferto nel Livorno ma ha questa squadra nel DNA, merita di essere rientrato dalla porta principale e di essere un riferimento per tutti i ragazzi più giovani che scenderanno in campo e si sentiranno un pò molli". Protti prosegue parlando di "Un deja vu, ci conosciamo da vent'anni, Luca è una bellissima persona, nel 2016 siamo stati chiamati in C e abbiamo lasciato il Livorno in B, adesso siamo stati chiamati in Eccellenza".
La parola passa al portiere: "Non mi ha ferito niente in questi anni, ci sono persone che ti vogliono bene e ti stanno vicino, altre non ti vogliono bene e sono felici e altre ancora che pensavi che ti fossero vicino ma poi non le trovi. Quello che mi ha fatto male è stato come è stato trattato il Livorno, adesso puntiamo a ripartire, ci tengo a sottolineare che io sono qui perché sono in debito con queste persone, non con il Livorno. Quando si è alle stelle è bello ma più di lì non vai. Il direttore lo conosco da tanto tempo, Igor non lo guardo perché sennò mi emoziono. Ho dovuto fare un intervento che è andato perfettamente, ho ripreso ad allenarmi a gennaio per fortuna, altrimenti non avrei potuto far parte di questa avventura, alla fine ho lo spirito di un 18enne, non posso dire che non mi dispiacesse non mettermi più i guanti anche per una promessa. Per una promessa che ho fatto a mio figlio." afferma commuovendosi, poi continua:"Queste persone mi hanno dato una possibilità, non c'è stato bisogno di convincermi. L'unica condizione è che io devo essere al 100% quando scendo in campo perché comunque sono stato due anni fermo e ho subito una operazione. È inutile nascondersi, puntiamo al professionismo nel giro di 2/3 anni, in questi campionati conta sempre di più il gruppo che i singoli, se riusciamo a costruire una famiglia e la portiamo avanti per qualche anno per alcuni di noi sarà la esperienza più bella da vivere".
Il direttore sportivo poi torna sulla questione acquisti e afferma che la rosa numericamente ideale è composta da "24/25 elementi contando tre portieri, abbiamo 6 ragazzi in prova che potrebbero essere tesserati e tra oggi e domani arriveranno altre 2 quote, la strada e ancora lunga ma ce la faremo, intanto abbiamo consegnato un gruppo al mister con cui poter lavorare e di questo devo ringraziare il presidente che mi ha messo nelle condizioni di poterlo fare".
Autore: Lorenzo Palma / Twitter: @Amarantanews
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