Livorno – Forse è già finita ma è meglio non avere rimpianti. Il Livorno domenica pomeriggio affronta nel più classico dei testa-coda la capolista Como. Il pareggio di Lucca ha lasciato l'amaro in bocca e sul pallone calciato a lato da Dubickas a lato in pieno recupero forse si sono spente definitivamente le speranze di rincorsa degli amaranto tuttavia non è ancora il momento di alzare bandiera bianca.
Nessuno si fa illusione ma se lunedì venisse restituito qualche punto ecco che un eventuale successo contro il Como cambierebbe – e di molto – il rush finale di Mazzarani e compagni. E allora sotto con i lariani. E guai a farsi ingannare dal divario – enorme – in classifica, il Livorno ha fatto sei su sei con la Pro Vercelli, in piena bagarre con gli azzurri, e messo alla frusta l'Alessandria che tallona a una sola lunghezza la capolista e che, ne siamo sicuri, guarderà alla sfida del “Picchi” con al collo la sciarpa amaranto. Senza contare che il Como è tutt'altro che una squadra in salute: il secco 3-0 incassato a Olbia era stato preceduto dal pari imposta in rimonta al “Sinigaglia” dal Grosseto, non proprio una 'big'. Se a tutto questo aggiungiamo che nella gara di andata i comaschi si imposero con uno striminzito 1-0, ecco che possiamo affermare, senza tracotanza, che sì, si può provare a fare risultato.
Amelia dovrà rinunciare allo squalificato Marie-Sainte, per sostituirlo potrebbe rispolverare Deverlan o, più probabilmente, arretrare Gemignani inserendo Di Giovanni e dirottando Parisi a sinistra. Fatto salvo questo cambio obbligato piena fiducia all'undici che bene ha figurato al Porta Elisa con Castellano e Bussaglia in mezzo, Mazzarani trequartista e il tandem Dubickas-Braken in attacco. Nelle fila degli ospiti Giacomo Gattuso rispetto alla dèbacle in Gallura recupera Rosseti e Gabrielloni. Da valutare le condizioni di Dkidak. In attacco c'è il Loco Ferrari, ex di giornata, per lui lo scorso anno 9 presenze e 2 reti. Alle sue spalle Gatto, autore del gol che decise la gara di andata.
Fischio di inizio alle ore 17.30. Verrà il giorno in cui ci arrenderemo all'aritmetica, all'evidenza, alla logica. Ma non dovrà essere domenica sera.
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