Livorno - Non giriamoci intorno, può essere la prima vera svolta del nostro campionato. Il Livorno nel recupero della nona giornata di campionato (la gara prevista per il 1° novembre fu rinviata per la concomitante...sagra della castagna) sale ai piedi del monte Amiata per sfidare la Pianese, padrona indiscussa, fino a questo momento, del girone E. Luci e compagni si presentano all'appuntamento con la bella vittoria in rimonta di Tavarnelle nelle gambe. Ma la testa non può essere sgombra da dubbi e perplessità. Il rendimento balbettante in casa e le polemiche tra tifoseria e proprietà hanno provocato più di un, legittimo, mugugno. Servirebbe una vittoria pesante e convincente, magari in casa della capolista, per provare a ridare slancio a morale e classifica. Qual è il vero Livorno? Quello brutto e mai vincente contro le prime della classe, affrontate tutte all'Ardenza o il rullo compressore da trasferta dove ha raccolto cinque vittorie in altrettante partite? Pianese-Livorno, in un certo senso, è la partita perfetta per provare a dare una risposta a questo interrogativo. L'avversario più forte da affrontare lontano dal "Picchi", ormai diventato, paradossalmente, un tabù.
Favarin si presenta all'appuntamento con qualche certezza tattica in più e alcune frecce importanti tornate nella faretra proprio nel momento più importante. La difesa a tre si è rivelata un'alternativa percorribile ma, per l'appunto, è un'alternativa. L'abito di questa squadra, però, è il 433 con Sabattini al fianco di Luci a centrocampo e Giordani più vicino alla porta, preferibilmente in un tridente con Cesarini e Cori. Dietro Fancelli e Brenna sono certezze da non (ri)mettere in discussione. Bellini e Nardi, tra i migliori al "Pianigiani", grimaldelli preziosi per scardinare la difesa bianconera, magari a partita in corso. L'ingaggio del brasiliano Curcio, già abile e arruolato, è un ulteriore innesto in grado di garantire esperienza e qualità.
Dal canto suo la Pianese, che lo scorso anno fu l'unica a tenere davvero testa alla corazzata Arezzo e che ai playoff spense con un secco 3-1 gli effimeri sogni di gloria amaranto, si presenta all'appuntamento con una leadership forte, autorevole e credibile. La squadra non è più la stessa dello scorso anno (su tutti il bomber Rinaldini, passato al Grosseto) ma non per questo è meno competitiva visto che può vantare il capocannoniere del girone Mignani, 9 gol per lui, e l'imprendibile Kouko che nella passata stagione fece penare non poco la nostra retroguardia. I bianconeri, se si esclude il ko rimediato alla seconda giornata sul campo del FolGav, non hanno fatto altro che vincere, spesso e volentieri regalando spettacolo, come dimostrano i 26 gol segnati, per distacco il miglior attacco del girone E. Insomma, sono tanta roba.
Si gioca mercoledì 15 novembre alle ore 14.30. Un orario davvero terribile per una partita che sicuramente, almeno dal punto di vista della logistica del rispetto verso i tifosi (amaranto) e dell'incasso (bianconero) avrebbe meritato maggiore attenzione. Ma tant'è. "Il calcio è dei tifosi" ormai è una frase buona sola per qualche spot poco credibile e per le campagne elettorali ipocrite di dirigenti a caccia di poltrone.
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