Livorno – Il calcio riparte e con esso anche il campionato di Serie B. Dopo la terribile pandemia di Covid-19 che ha sconvolto drammaticamente tutto il mondo il pallone torna a rotolare. Difficile chiamarla 'normalità': protocolli sanitari complicatissimi da applicare, accessi limitati e, soprattutto, l'assenza dei tifosi degli spalti. Se da un lato è chiaro che la ripresa si è resa necessaria per non compromettere il futuro del calcio italiano tra ricorsi, modifiche del format dei campionati, crack finanziari e revoca degli incassi dei diritti tv dall'altra è evidente che sarà impossibile (giustamente) abituarsi a ciò che ci aspetta nelle prossime settimane.
Il torneo cadetto deve completare dieci giornate più playoff e playout, un vero e proprio mini-campionato dove i tre mesi di stop hanno rimescolato le carte e che, probabilmente, contribuiranno a scardinare i già precari equilibri che caratterizzano da sempre la B. In tutto questo il Livorno si ritrova ultimo a 18 punti con un distacco notevole dalle due squadre che lo precedono (Cosenza e Trapani – penalizzato – a quota 24) e siderale dall'ultima posizione utile per poter provare a giocarsi la salvezza ai playout, attualmente occupata da Ascoli e Venezia a quota 32. Insomma, un'impresa ai confini della realtà.
Per poter solo pensare di poter compiere questa rincorsa il Livorno, contro il Cittadella, ha un solo risultato a disposizione: la vittoria. Per farlo si affiderà per prima volta a mister Antonio Filippini, ex bandiera amaranto (oltre 100 presenze negli anni d'oro della Serie A e della Coppa Uefa) all'esordio su una panchina di Serie B. Il carattere grintoso e l'attaccamento alla maglia che contraddistinguono il Dna del tecnico sono una garanzia e un importante biglietto da visita ed è fondamentale che vengano trasmessi a una squadra che proprio dal punto vista mentale in questa stagione è caduta fatalmente più di una volta.
Il Cittadella, squadra sempre ostica storicamente indigesta ai colori amaranto, attualmente è in piena zona playoff e se vuole coltivare ancora una speranza di lottare per la promozione diretta (-6 dal Crotone secondo in classifica) deve fare bottino pieno. Ergo, verrà per fare la partita senza troppi calcoli. Ma il Livorno, fosse anche solo per orgoglio, non può e non deve essere una “pratica da sbrigare”. Mai. Chievo e Frosinone ne sanno qualcosa.
Per quanto riguarda la formazione difficile ipotizzare, a distanza di tre mesi dall'ultima partita disputata (che non vogliamo neanche ricordare...), gli undici uomini che verranno scelti da Filippini. Di certa c'è solo l'assenza di Marras per squalifica ed è un guaio perché si tratta dell'unico giocatore davvero imprescindibile. Ma tant'è. Tra i pali con il cambio in panchina torna di attualità il dualismo Zima-Plizzari, in difesa, ipotizzando un assetto a tre, sicuramente a guidare gli amaranto ci sarà l'esperto Silvestre mentre a centrocampo dovrebbero esserci Luci, Agazzi e Awua. In attacco quasi sicuramente giocherà Ferrari, in gran spolvero prima del lockdown ma il suo partner resta un bel dilemma da risolvere.
Fischio di inizio sabato alle ore 18 a porte chiuse e con pochi intimi presenti. Si giocherà in un clima a dir poco surreale. Benvenuti nel calcio post-Coronavirus.
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