Livorno – Incassata – come temuto e previsto – la retrocessione aritmetica dopo il ko interno contro il Cremonese il Livorno in queste cinque restanti partite ha un solo obiettivo: onorare il campionato e provare, giusto per darsi un obiettivo, a non chiudere all'ultimo posto. Dopo la sfida contro i grigiorossi per gli amaranto lunedì sera (fischio di inizio alle 21) arriva un'altra gara interna contro una rivale storica come lo Spezia. Verrebbe da dire che queste sono partite importanti per la piazza, che lo “sfizio” di dare un dispiacere agli aquilotti potrebbe dare un po' di pepe alla partita ma, tra porte chiuse e assenza di attaccamento alla maglia, è meglio non farsi illusioni. L'unica chiave di lettura interessante è quella di mettere i giovani alla prova per capire chi tra di loro, magari da rincalzo, può essere utile alla causa anche in Serie C. L'impegno contro Trapani e Cremonese non è certo mancato e questo è sicuramente incoraggiante, il problema è che quello, da solo, non può bastare per raccogliere un risultato positivo, specie contro un avversario di caratura nettamente superiore. Lo Spezia, battendo di goleada il Trapani, si è rimesso in carreggiata dopo le sconfitte con Frosinone e Pisa, e prendendosi i tre punti all'Ardenza, dove ha una tradizione più che favorevole, non solo blinderebbe di fatto i playoff ma in caso di X2 nello scontro diretto tra Crotone e Pordenone tornerebbe pienamente in corsa per la volata promozione diretta. Ergo, cercheranno di chiudere la pratica il prima possibile e senza fare prigionieri. Ma il Livorno, anche nei momenti più neri, non è squadra da imbarcate. Se lo Spezia vuole questi tre punti se li dovrà sudare fino al novantesimo. E oltre.
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