Livorno – Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, torna sulla questioni legate al futuro del Livorno calcio con un lungo comunicato in cui chiede a tutti i soci del club di via Indipendenza di rassegnare le dimissioni ed uscire dalla società.
La nota inviata ai giornalisti accreditati inizia così: “Giornate intere ad osservare comportamenti incomprensibili e ad ascoltare parole a cui poi non seguono atti concreti. Adesso basta, la città di Livorno non lo può più accettare, il quadro descritto dal presidente della Lega nel comunicato di ieri è molto chiaro. Francesco Ghirelli, che ringrazio personalmente per l’attenzione rivolta alla nostra realtà calcistica, ha raccontato come si sono realmente svolte le cose sia nell’incontro di giovedi sera, sia nel Cda di venerdi, sia nei contatti successivi di queste ore, confermando che, se non si trattasse del dramma sportivo di una società di calcio che rischia di scomparire dopo 105 anni di storia, potremmo definirla una situazione da ’scherzi a parte’. Il passaggio di mano dalla famiglia Spinelli agli altri soci che si sono susseguiti ha vissuto decine di momenti che hanno finito per portarci in un vicolo cieco e in un quadro dove la fideiussione a copertura dello sforamento budget non è stata ancora presentata. Va fatta subito e vanno rispettate le scadenze. La squadra non ha certezze e rischia di smarrirsi tra stipendi non riscossi, richieste di svincoli, spese di trasferte non coperte. A questo aggiungiamo il clima di precarietà nel quale lavorano i dipendenti dell’As Livorno, privati del diritto di veder retribuito il proprio lavoro, e l’insopportabile quadro nel quale opera il settore giovanile con i nostri ragazzini costretti di giorno in giorno ad elemosinare un posto dove allenarsi”.
Poi il primo cittadino livornese sposta l’attenzione sul ruolo degli attuali soci che, va ricordato, sono cinque, in ordine alfabetico: Silvio Aimo, Rosario Carrano, Mauro Ferretti, Rosettano Navarra, Aldo Spinelli. In particolare Salvetti afferma: “Ogni socio con le proprie percentuali, con le proprie responsabilità passate ed attuali e con le scusanti che avanza, deve, dal punto di vista morale, farsi un esame di coscienza e cambiare atteggiamento, anche perché l’esasperazione della tifoseria rischia di determinare momenti di tensione, come quelli già avvenuti nella sede della società, che dobbiamo assolutamente evitare. Chi vuole il bene del Livorno deve mettere da parte il pensiero esclusivo ai propri interessi, deve fare un passo indietro e consentire di poter costruire un nuovo assetto societario e, con il contributo di tutti, l’unico percorso possibile per salvare il Livorno dal baratro”.
Questa la conclusione del sindaco di Livorno: “La situazione attuale è il frutto di scelte cervellotiche, dispetti e ripicche che possono essere cancellate da un generale atto di buon senso, senza questo il Livorno fallirà, ma sarà destinato a tornare più forte di prima come è già accaduto in passato, mentre chi avrà rinunciato a salvare la società si porterà questo fardello che peserà sulla sua coscienza e sulla sua reputazione nel mondo del calcio e in quello imprenditoriale. Una sola via rimane, le dimissioni dei soci dell’attuale compagine per consentire un tavolo per costituire il nuovo consiglio di amministrazione alla cui base ci sia l’impegno finanziario sottoscritto con i fondi necessari a saldare quanto è carente e ad assicurare la conclusione della stagione sportiva 2020-2021. Chi lo dovesse fare avrà acquisito credibilità”.
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