Livorno – I tifosi del Livorno sono giustamente incuriositi dal nome di Franco Favilla, l’imprenditore che nei giorni scorsi ha manifestato interesse per l’acquisizione del Livorno calcio, fondatore e presidente della Seasif, la holding con differenziati interessi a livello internazionale di cui Favilla è anche amministratore delegato.
Il gruppo investe nei cosiddetti “beni rifugio”, ossia in quei beni che, anche di fronte a gravi crisi economiche, non perdono ne’ corso ne’ valore. Si tratta, ad esempio, di pietre e metalli preziosi, tra cui l’oro, che possono sempre essere utilizzati al posto della moneta.
Favilla, 54 anni, nato a Milano, risiede in Svizzera, nei pressi di Lugano, mentre la società ha sede a Cipro ed opera in differenti settori del mercato mondiale, in particolare negli Emirati Arabi, in Francia e in Italia nel comparto immobiliare, in Sudamerica e soprattutto in Colombia per quanto concerne l’oro, in Serbia e più in generale nell’Europa dell’est per il settore petrolifero. La multinazionale Seasif opera in campo immobiliare ed assicurativo, petrolifero, chimico, logistico e da tempi più recenti anche delle energie alternative.
Imponente, negli ultimi tempi, è stato l’investimento fatto sul porto di Manfredonia, in Puglia, in relazione alle attività industriali e commerciali legate al petrolchimico Anic Enichem. Per la Seasif si tratta di uno sforzo economico di quasi 400 milioni di euro con almeno duecento assunzioni dirette, destinato ad utilizzare le banchine del porto con un’ampia zona retro portuale utile a gestire il traffico di bentonite, una particolare polvere di origine vulcanica che viene usata nel settore farmaceutico e in agricoltura.
Positiva è la “web reputation” di Favilla, definito nello scorso mese di settembre da Affaritaliani.it, il più antico quotidiano online d’Italia ed accreditato webjournal economico, come “uno dei massimi esperti di oro a livello mondiale”, mentre Worldexecellence.it, il magazine italiano di livello internazionale sul web management, oltre ad evidenziare che l’obiettivo della Seasif già tre anni fa era raggiungere il miliardo di euro di fatturato, aggiunge che è una holding che “conta più di 140 mila clienti, sia istituzionali che privati” e “un ‘conglomerato’ internazionale, con sede in Cipro” evidenziando che “la compagine societaria è composta da società locate in Italia, Francia, Svizzera, Albania, Romania, Serbia, Colombia e Dubai”.
Cercando di capire come stanno reagendo i tifosi del Livorno a questa prospettiva, visti i numerosi commenti sui social, emerge una grande attesa per l’esito dell’operazione ma anche una sostanziale fiducia, anche se non manca chi si dichiara attendista e sospende il giudizio.
“Leggendo il suo curriculum mi sembra una persona di spessore, senza precedenti penali, di cui anche Spinelli ha confermato la serietà”, afferma Andrea Meschi, 54 anni, bancario, da sempre tifoso del Livorno e frequentatore della gradinata centrale Morosini. “Speriamo che sia la volta buona”. Meschi si riferisce, evidentemente, anche alle dichiarazioni rilasciate da Aldo Spinelli a una recente trasmissione di Telecentro.
“A mio parere si sta facendo troppo rumore attorno a quella che al momento è solo una voce”, aggiunge Alessandro Petrucci, 50 anni, autista specializzato nel trasporto di organi e materiali a fini medico-chirurgici. ”A Livorno ci vuole chiarezza e rispetto per i tifosi. Ripeto, chiarezza e rispetto. Bisogna fare in modo di non lasciarci sfuggire le occasioni che arrivano e che potrebbero essere risolutive”.
“Si tratta di un profilo di tutto rispetto, visti i vasti settori di attività e la buona reputazione che gode a livello internazionale”, afferma Luisa Morini, 49 anni, operatrice sociale di Cecina. “Credo che i dubbi e le perplessità di molti tifosi siano più che giustificate in quanto la tifoseria amaranto viene da numerose delusioni in merito a persone che hanno detto di voler investire nel Livorno e poi sono scomparse”.
Cautela la esprime anche Bruno Rotelli, 50 anni, artista ed autore di murales, un nome che non ha bisogno di presentazioni nel mondo della tifoseria amaranto, il quale di recente ha dato vita alla onlus Appartenenza Labronica che ha per scopo proprio quello di valorizzare il senso di appartenenza alla città di Livorno e di riflesso alla maglia amaranto. “Visti i recenti precedenti è impossibile esprimere giudizi ed opinioni”, sostiene Rotelli. “Aspettiamo e vediamo, l’importante è dare una svolta a una situazione ormai pesante”.
“Penso che prima di giudicarla, una persona va conosciuta, vista all’opera”, chiosa Matteo Bellesi, 44 anni, educatore e pittore, fiorentino ma grande tifoso del Livorno. Che precisa: “Sì, sono di Firenze ma grazie all’amore di un mio zio alla maglia amaranto, sostengo da sempre il Livorno. La storia del Livorno è una storia troppo bella. Tifare la nostra maglia è una vera passione”. E ancora: “Sull’imprenditore che ha mostrato interesse per il Livorno posso dire che operare nel campo imprenditoriale è sempre molto difficile ed espone a rischi, ma l’importante è che si approccia al Livorno abbia buone intenzioni e sia solido”.
A concludere la nostra inchiesta è Marco Girolami, 40 anni, ferroviere, residente a Castiglioncello e dirigente sportivo della locale formazione del Castiglioncello, che dice: “Non ho elementi validi per valutare l'attuale situazione. I precedenti acclami di un cambio di presidenza mi fanno valutare la cosa con estrema prudenza. Sicuramente siamo arrivati alla fine dell’era Spinelli ed è necessario un imminente cambio al timone. La piazza accoglierebbe di buon occhio un qualsiasi profilo che metta la maglia e la passione come prima pietra per il rilancio“. E infine: “In merito a Favilla posso solo dire che ha l’età dalla sua per aprire un nuovo ciclo”.
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