Livorno – Chi ha tra i quaranta ed i sessant’anni, ed è livornese e sostenitore della formazione amaranto, non può non ricordare Antonio Tormen, coriaceo centrocampista del Livorno tra il 1978 e il 1981, vero e proprio idolo della tifoseria della squadra nel periodo in cui era presidente Corasco Martelli.
A Tormen abbiano chiesto quale, secondo lui, dovrebbe essere il futuro del Livorno, qualora la squadra, domani, giovedì 5 agosto, non dovesse essere ammessa al campionato di Serie D.
“Non sono di Livorno (è nato a Belluno, in Veneto, ndr), non so quali siano i rapporti con la Pro Livorno, ma queste operazioni sono sempre difficili da gestire e da realizzare”, ha detto Tormen in esclusiva ad Amaranta.it parlando della proposta di trasformare la Pro Livorno nel nuovo Livorno chiedendo che ad essa venga attribuito il titolo sportivo della società amaranto. “Certo, in quel modo si può anche guadagnare qualche categoria, ma poi non si sa come certe cose possono proseguire”.
Tormen, che evidenzia che “prima di esprimere pareri bisognerebbe sapere con certezza se l’attuale Livorno verrà iscritto o meno alla Serie D”, dice di preferire, eventualmente, la ripartenza con una società nuova di zecca: “Meglio un Livorno ex novo, con gente seria, fermo restando che nessuno mette in dubbio la serietà dei dirigenti di altri club, piuttosto che trasformare in Livorno un’altra società calcistica, anche per rispetto di quella stessa società che dovrebbe sacrificarsi per dar vita al nuovo Livorno”.
“In ogni caso”, ha concluso Tormen, “auguro agli amici livornesi e ai tifosi del Livorno, ai quali sono molto legato perché la maglia amaranto mi è rimasta attaccata alla pelle, la migliore soluzione possibile, dato che Livorno e il Livorno meritano entro breve di tornare nel calcio che conta”.
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