Livorno - “Dopo aver fatto prima il calciatore e poi l’allenatore, ma soprattutto l’allenatore perché ho smesso di giocare che ero ancora molto giovane, assieme ai miei soci, nel 2014, ho fondato una squadra di amici, chiamandola W3 Roma Team dal nome della nostra azienda. Da allora abbiamo sempre fatto campionati di vertice salendo fino all’Eccellenza. Solo in Prima Categoria abbiamo ripetuto due volte il campionato e quest’anno siamo al secondo torneo di Eccellenza. Adesso siamo a giocarci la Serie D nientemeno che contro il Livorno, che quando nascevamo era in Serie A”.
Così si è espresso, in esclusiva ad Amaranta.it, il vicepresidente del W3 Maccarese, Andrea Persi, uno dei tre soci proprietari, con Agostino Spinella e Sergio Farina, della squadra che domani, domenica 29 maggio, ospiterà il Livorno allo stadio Galli di Tivoli nella semifinale di andata degli spareggi per la promozione in Serie D.
Il W3 Maccarese, con questa denominazione, è sorto lo scorso anno a seguito della fusione tra la W3 Roma Team e il Maccarese. I colori sociali sono il bianco e il nero. In questa stagione la squadra ha giocato le partite interne sul sintetico dello stadio di Acilia, in attesa di spostarsi allo stadio Darra di Maccarese, in via di completa ristrutturazione. Contro il Sora, invece, ha disputato la partita casalinga a Ladispoli. Contro il Livorno la formazione bianconera scenderà in campo a Tivoli dove il terreno di gioco è in erba naturale.
“Rispetto il blasone del Livorno ma sul campo vogliamo vincere. Saranno due partite bellissime. Il confronto, secondo me, si concluderà nell’ultimo quarto d’ora della gara di ritorno al Picchi”, aggiunge Persi. “Noi abbiamo già vinto a farle, queste partite, ma già che ci siamo, vogliamo prevalere sul campo. Il nostro è un gruppo costruito negli anni. La pagina più bella, però, dobbiamo ancora scriverla”.
L’azienda proprietaria del club trasferitosi a Maccarese, la W3 Group, si occupa di grandi eventi, sicurezza, protezione personale, marketing e comunicazione. Scopo della società calcistica è stringere un legame con il territorio di Maccarese e salire la gerarchia dei campionati sportivi.
“La squadra è soprattutto un gruppo di amici. Alcuni sono con noi fin dalla Terza Categoria. Lo stesso allenatore è uno di loro. Il gruppo è fondamentale. Il nostro obiettivo, adesso, è andare in Serie D. Ma se non ci riusciamo, non sarà un dramma. L’anno prossimo tenteremo di nuovo l’assalto al campionato. Per noi il calcio è passione, è una malattia, non può esistere senza divertimento”, conclude Persi. Che rivela: “Se dovessimo andare in finale, probabilmente giocheremo quella gara al rinnovato impianto di Maccarese. A dire il vero avevamo pensato di ospitare lì anche il Livorno, ma poi per venire incontro alle esigenze dei tifosi amaranto, abbiamo optato per un impianto più capiente. Dei settecento biglietti messi a disposizione, però, fino ad ora ne sono stati venduti meno di duecento”.
Quella del W3 Maccarese è una squadra giovane. Sue caratteristiche sono l’atletismo e la velocità. In rosa non vi sono nomi altisonanti. Ma vi sono molti promettenti calciatori di buona prospettiva. Il giocatore con il curriculum più prestigioso, forse, è il centrocampista Francesco Bergamini, 28 anni, ex Bologna, Arezzo, Paganese e Trastevere. Ma non vanno sottovalutati l’esterno Luca Di Giovanni e il giovane attaccante Mattia Russo, rispettivamente di 29 e 20 anni, così come tutti gli altri. L’allenatore, Stefano Manelli, si è formato nel club e guida la prima squadra dalla Prima Categoria. Il suo obiettivo, come chiosa Persi, è concreto: “Fare la partita della vita perché questa, quasi sicuramente, la racconteremo ai nipoti”.
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