Livorno- 1 settembre 2020. Da oggi Andrea Luci non è più un giocatore del Livorno. È la prima volta in dieci anni che è svincolato e che vede in dubbio il suo futuro. Lo abbiamo contattato in mattinata e riportiamo le sue parole: “Sono stati dieci anni in cui abbiamo vissuto anni belli e meno belli però per me anche nelle sconfitte indossare la maglia amaranto è sempre stato un onore anche perché ne sono tifoso. Poi sempre meglio vincere ma nel calcio si vince e si perde.”
Non solo il tuo futuro è incerto, ma anche la Società sta vivendo un cambiamento: “Per me sono stati dieci anni bellissimi e vorrei continuare la mia carriera qua. Vorrei ringraziare la famiglia Spinelli per l’opportunità che mi ha dato e o con loro o con la nuova proprietà vorrei rimanere qui.”
Hai qualcosa da dire anche a chi ti ha tifato in tutti questi anni? “Per poter ritornare in serie B al più presto serve unione tra tutti perché senza questo come abbiamo visto quest’anno si va da poche parti”.
Dieci anni in maglia amaranto, sei un capitano che ha sempre messo la faccia nei momenti positivi e ancora di più in quelli negativi: “Io ho avuto sempre un buon rapporto con tutti. Ho sempre messo la faccia con giornalisti e tifosi perché in campo ho sempre dato tutto. A volte il tutto che davo non è bastato e in altri si. Ci ho sempre messo tutto quello che avevo e quando uno si comporta così non può avere recriminazioni. Per questo in campo metterò sempre tutto dal primo all’ultimo minuto, fino a che smetterò di giocare. Spero di continuare a farlo qui a Livorno fino alla fine della carriera. Fisicamente sto bene, spero di poter dare una mano ancora. So che con l’avanzare degli anni si può anche giocare meno ma quello che conta in uno spogliatoio non è giocare sempre. È anche importante poter aiutare a far crescere gli altri. Spero di averne la possibilità.”
Autore: Chiara Lucchesi / Twitter: @@amaranta.it
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