Livorno – “I meno responsabili di questa situazione sono i calciatori, i ragazzi che giocano, perché loro sono giovani e si vogliono mettere in mostra, danno sempre tutto. I veri responsabili sono invece i soci che stanno guidando il club. Se non hanno le capacità economiche e non solo economiche per mantenere una società di calcio professionistica del livello del Livorno, passino la mano, lascino ad altri, in modo che la squadra possa riprendere il cammino in modo dignitoso”.
Ad affermarlo, in esclusiva ad Amaranta.it, è Fabio Galante, indimenticabile difensore del Livorno, di cui ha guidato la difesa per sei anni, dal 2004 al 2010, quasi sempre in Serie A.
Galante, che ha vestito anche le maglie di Empoli, Genoa, Inter e Torino, oltre che della Nazionale olimpica, svolge oggi il ruolo di osservatore dell’Inter. A lui si deve il suggerimento che consentì all’allora presidente Aldo Spinelli di prelevare nel 2007 il giovane Alex Diamanti dal Prato in Serie C. I tifosi del Livorno lo ricordano con affetto e con la nostalgia di quei formidabili anni.
Parlando ad Amaranta.it, Galante afferma: “Spinelli, dopo tutto il bene che ha fatto al Livorno, ha ceduto il club nel peggiore dei modi. Andandosene in questa maniera, ha posto la società in una condizione a dir poco difficile. Oggi provo tanta tristezza a vedere la squadra in questa situazione. Il Livorno ultimo in Serie C mi dà una brutta sensazione. Confesso che ci sto male. Retrocedere ci sta anche. Ma un conto è retrocedere, un altro essere allo sbando. Noi nel 2008, ad esempio, retrocedemmo in Serie B, ma c’era un ambiente attorno. Un anno dopo eravamo di nuovo in A”.
Galante, nel 2012, mise Spinelli in contatto con un gruppo potenzialmente interessato ad acquisire il Livorno, ma poi non se ne fece di niente. Recentemente il suo nome è stato ancora accostato ad operazioni di questo tipo.
“Anni fa mi limitai solo a mettere in contatto un potenziale venditore con un potenziale acquirente, ma non ero parte della trattativa, che non decollò”, precisa Galante. “Di recente non c’è stato nulla di assimilabile a una trattativa. Posso solo ribadire che mi dispiace molto vedere quanto sta accadendo. Chiunque abbia vestito la maglia amaranto vorrebbe poter essere di aiuto a una squadra che, comunque la si veda, fa parte della storia del calcio italiano”.
In questo senso Galante capisce la scelta di Marco Amelia e la sua decisione di correre incontro al Livorno nel momento più buio dell’ultimo quarto di secolo. Amelia, infatti, ha accettato di sostituire Alessandro Dal Canto, che non aveva particolari responsabilità per la classifica deficitaria, sulla panchina amaranto.
“Secondo me il Livorno deve compiere un miracolo per salvarsi. Credo che Amelia sia perfettamente consapevole di questo”, conclude l’ex golden boy di Montecatini. “Lui che è stato campione del mondo con la Nazionale italiana, che è stato portiere del Milan e del Chelsea, poteva tranquillamente aspettare una chiamata diversa. Invece si è buttato nella mischia per amore di una maglia che ha difeso. Ammiro Amelia perché non so in quanti avrebbero accettato. Però lo comprendo. Chi ha vissuto quei colori, non può non rispondere a certe chiamate. Il Livorno merita di tornare in alto. A Spinelli, cui va la mia vicinanza per la scomparsa della signora Leila, chiedo di fare in modo che i soci, adesso, cedano il club a un imprenditore o ad un cartello in grado di farlo tornare nelle alte sfere del calcio italiano”.
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