Livorno – Chi è Walter Tisone, l’imprenditore italiano con attività in Svizzera che, come anticipato ieri da Amaranta.it, sarebbe interessato all’acquisizione del Livorno calcio? E perché avrebbe desiderio di entrare nella società amaranto?
In base alle informazioni assunte dalla nostra redazione, Tisone nel canton Ticino possiede due aziende, la Csw International e la Rsl Leder, società anonime con sede entrambe presso una fiduciaria di alto livello, la Exacta, a Lugano. In Italia, invece, ha il controllo pieno della Codin, una società per azioni con sede a Roma, attiva dal 1986 come società di consulenza informatica, nuove tecnologie e software per l’intelligenza artificiale, un’azienda che lavora sia con le pubbliche amministrazioni che con soggetti privati. Tisone, in Italia, è inoltre impegnato nella solidarietà sociale attraverso la Fondazione Foedus. Specialmente la Codin è un’azienda consolidata, anche se con fatturati non altissimi (l’ultimo bilancio risalente al 2019 riporta un range tra i 3 ed i 6 milioni di euro, ndr) mentre per quanto riguarda le attività svizzere i dati non sono stati al momento rintracciati.
Detto ciò, venendo al punto, i tifosi si chiedono: che interesse può avere Tisone ad acquisire il Livorno?
Andiamo con ordine, in modo da rispondere. L’interesse, secondo quanto risulta ad Amaranta.it, è stato suscitato da Guido Presta, imprenditore che opera in Piemonte e nell’area del Ticino italiano, attuale vicepresidente del Livorno, attraverso contatti propri e forse anche alla luce di relazioni professionali che vanno oltre il mondo del calcio.
Dell’interesse di Tisone per il Livorno, che abita a Massagno, a due passi da Lugano, si è tra l’altro interessato oggi, martedì 22 giugno, anche il Giornale del Ticino, uno dei principali quotidiani svizzeri di lingua italiana, che citando Amaranta.it offre una lettura degli eventi non molto diversa da quella che propone la nostra testata.
Tisone ha incontrato Spinelli, l’ex patron senza il cui “placet” nulla si fa, pronto a rilevare il Livorno, o meglio il 90 per cento delle quote, lasciando a Presta il restante 10 per cento. Non è chiaro cosa l’accordo preveda in merito ai debiti pregressi. Tuttavia, nei tempi tecnici del passaggio di mano, osserva il quotidiano ticinese, non sarebbero emerse con chiarezza le esigenze di liquidità immediate, cosicché al momento tutto sarebbe stato rimandato, anche se in verità tutto pare rimandato solo di qualche ora, probabilmente al pomeriggio odierno, fermo restando che il 23 giugno, forse davanti a un notaio, si svolgerà l’assemblea dei soci per l’aumento di capitale in cui Tisone potrebbe entrare nel Livorno.
Vi è disagio e preoccupazione tra i tifosi amaranto. Qual è il futuro della squadra? Tisone può rappresentare la via d’uscita? Una società piena di gloria e di storia, una piazza sportiva importante come quella di Livorno, che al calcio italiano ha dato più di qualcosa, ha bisogno di certezze e di chiarezza. La possibilità che Tisone possa entrare nel Livorno, secondo quanto risulta alla nostra redazione, non è svanita. Ma nelle prossime ore il nodo dovrà essere sciolto.
Essere al timone di un club come quello di via Indipendenza, per un imprenditore con ambizioni di sviluppare le proprie aziende e le proprie attività, può rappresentare una vetrina non indifferente. Questo potrebbe essere uno dei motivi che lo hanno indotto a valutare l’acquisto di quote del Livorno. Tra l’altro, detto per inciso, non è dato di sapere con certezza se Tisone è pronto ad impegnarsi tramite le proprie aziende o in via diretta, in modo personale, al di là di queste. Ugualmente è da capire se, assieme a lui, vi sono altri impresari o manager interessati ad entrare nel mondo del calcio italiano.
Occorre giocoforza che lo stesso Tisone o Presta od altri, adesso, rendano partecipe la piazza sportiva. Corre voce che in serata o al massimo omani l’imprenditore emetta un comunicato per dare risposte ad alcuni quesiti, in particolare per chiarire se egli rappresenta solo sé stesso od agisce assieme a qualche partner. La speranza è che arrivino le risposte e che quanto sta avvenendo in queste ore si risolva, entro breve, nel migliore dei modi per il futuro del Livorno.
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