Livorno – Ricorre oggi, mercoledì 22 aprile, un anniversario al quale, chi ha qualche capello bianco ed è livornese, non può che essere affezionato.
E' il 22 aprile 1979. Il Livorno gioca all'arena Garibaldi un derby quasi impossibile contro un Pisa lanciatissimo verso la promozione in Serie B. All'andata, allo stadio d'Ardenza, la squadra neroazzurra si è imposta con un gol di Giorgio Barbana. Ma il Livorno è una formazione orgogliosa. Vuole vendere cara la pelle. Tanto più che, quel giorno, sono moltissimi i tifosi amaranto che si sono presentati, con sciarpe, tamburi e bandiere, allo stadio di Pisa. Però la partita è effettivamente difficile. Il grande cuore e la grinta non bastano. Il Pisa capolista attacca, il Livorno risponde in modo ordinato, in contropiede, manovrando con le giocate di Luciano Aristei e di Gabriele Zottoli.
Mancano sette minuti alla fine. Ormai la partita si sta stancamente avviando al termine su un risultato di zero a zero che sembra scolpito nella pietra. Le squadre sono stanche. In un duello a centrocampo, però, si apre uno spazio sul prato verde dell'arena Garibaldi. La maglia amaranto di Franco Mondello, l'ala imprendibile dello scacchiere messo in campo dall'allenatore Tarcisio Brugnich, esce vincente dal contrasto. Palla al piede, testa alta, Mondello non si azzarda in pericolosi dribbling, che pure ben gli riescono, ma cerca il compagno goleador e lo imbecca, come si diceva allora, con un cross preciso, delizioso, che lui, il bomber, riesce altrettanto sapientemente a girare in rete con una mezza rovesciata perfetta che ammutolisce i pisani.
Lui è il quasi argentino Miguel Vitulano, all'anagrafe Michele, pugliese di Manfredonia, bandiera e capitano del Livorno. Quel gol lo avrebbe consegnato alla storia del Livorno. Quel gol lo ha fatto entrare, per sempre, nel cuore della tifoseria amaranto.
Oggi, 22 aprile 2020, sono quarantuno anni che Miguel, el Merendero, regalò quell'emozione intensa, incredibile, che lo ha fatto diventare a tutti gli effetti un livornese di scoglio. Nato in provincia di Foggia, cresciuto in Argentina dove era andato al seguito della famiglia emigrata, quando tornò in Italia, dopo aver vissuto a Perugia e Salerno dove si era imposto come un bomber di razza nella Salernitana, arrivò a Livorno all'età di 25 anni nell'estate 1976. E con la squadra amaranto, a partire dal campionato 1976-77, fino al 1979-80, ha collezionato 115 presenze mettendo a segno trentuno gol, di cui dodici nella sola stagione 1977-78.
Quella rete fatta scuotere a Pisa il 22 aprile 1979 non è stata certo l'unica che ha fatto esultare i tifosi del Livorno. Come dimenticare, ad esempio, quei due gol fatti sempre al Pisa all'Ardenza nel derby del 5 marzo 1978, o la rete segnata in casa il 2 marzo 1980 al Chieti o quella realizzata al vecchio Vestuti alla sua ex squadra, la Salernitana, l'8 giugno 1980 in occasione della sua ultima gara giocata con la maglia amaranto? Impossibile. I momenti di gioia regalati da Vitulano agli sportivi amaranto, in soli quattro anni, sono stati moltissimi. E la città lo ha ricambiato. Tanto che lui, gaucho di Puglia, decise che Livorno doveva diventare, e diventò, la sua città. Di certo quel gol ha vidimato il suo passaporto per la livornesità.
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