Livorno – E’ più semplice, e comodo, tagliare i Coni provinciali e di conseguenza dare un colpo mortale al movimento sportivo di base, piuttosto che porsi contro le federazioni più potenti. Il calcio ottiene 82 milioni di euro dal Coni, che a sua volta incassa dallo Stato 450 milioni. Di questi 256 vanno alle federazioni nazionali, 18 agli enti di promozione, 22 ai territori e 9 milioni per i vari progetti. Almeno fino al 2011. Dal 2012 si prevedono dal governo tagli sostanziali per risparmiare e razionalizzare: abolizione dei 101 comitati provinciali mentre resteranno solo quelli regionali, via le sedi in affitto, solo dieci consiglieri e presidente per le federazioni, snellimento dell’organizzazione interna, enti di promozione sportiva in primo piano. Così, sicuro del fatto suo, il presidente nazionale Gianni Petrucci ha preferito farsi bello e prevenire la sforbiciata governativa annunciando che occorre sfoltire la giungla delle spese in periferia. L’annuncio ha però ha trovato uno scoglio livornese inaspettato e forse imprevisto in Gino Calderini, presidente del Coni provinciale, che gli ha inviato un messaggio al cianuro. Poche parole per dirgli, parafrasando il don Abbondio manzoniano, che uno il coraggio quando non ce l’ha non se lo può dare. Infatti è più facile nella vita colpire i più deboli (comitati provinciali e federazioni di sport di base che vivono e sopravvivono spesso con sacrifici e tanto volontariato) piuttosto che togliere 50 milioni al calcio, verificare dove si può effettivamente razionalizzare e confrontarsi ad un tavolo comune prima di decidere anche perché il risparmio a conti fatti sarebbe di appena un tre per cento sui centri periferici. Petrucci, punto sul vivo, permaloso e gran decisionista, ha replicato definendo “esternazioni” quelle contenute nello “scortese” messaggio di Gino Calderini. E ha fatto la sua morale. Suo compito e dovere, ha scritto , è assumere decisioni forti da sembrare semplicistiche per risolvere problematiche contingenti, ma che vanno assunte in determinate circostanze. Egli pertanto continuerà la ristrutturazione del Coni convinto di raggiungere il miglior risultato con quelli che collaboreranno. Ha invitato il presidente provinciale a riservare ad altri quella che secondo lui, presidente nazionale, è solo “retorica e demagogia”. Nella ulteriore replica Calderini ha proposto di costruire un percorso comune che, pur razionalizzando i costi, non vanifichi i valori dello sport e del volontariato. Proprio la periferia invece non ha digerito la linea centralista perché la questione è stata affrontata in una riunione, convocata dal vice presidente della Provincia con delega allo sport, Fausto Bonsignori, a Palazzo Granducale, alla quale hanno partecipato i comuni di Campiglia, Castagneto, Cecina, Rosignano e Piombino, i comuni elbani di Marciana Marina e Portoferraio e i rappresentati del Coni. “I comuni assenti – ha sottolineato Bonsignori – hanno comunque manifestato il loro interesse per il problema, tenuto conto che la nostra provincia è tra le prime, a livello nazionale, per partecipazione attiva alla pratica sportiva”.
E’ stato deciso di promuovere una giornata di mobilitazione, il cui programma è in fase di preparazione. “Vogliamo manifestare in maniera evidente la nostra preoccupazione – ha detto Bonsignori – perché, pur comprendendo la necessità di contenimento dei costi, assistiamo però ad un decremento dell’interesse verso lo sport, che non tiene conto delle sue implicazioni sociali in vari settori: dalla salute al benessere della persona, dagli aspetti della socialità ai risvolti anche economici sui territori. E’ importante coinvolgere nella mobilitazione anche gli altri territori, per questo contatterò anche l’assessore allo sport della Provincia di Pisa, Sanzo”.
Gino Calderini ha ripetuto che l’incidenza delle strutture territoriali e della chiusura dei comitati provinciali nel bilancio del Coni è del tre per cento. Ha pertanto rinnovato la richiesta di aprire un percorso di discussione condiviso, in cui si affronti il problema della redistribuzione dei tagli sulle varie voci del bilancio. “Il sistema sportivo italiano – ha aggiunto – si basa sul volontariato, elemento insostituibile al quale il Coni assicura l’apporto per le varie attività”. Su questo aspetto il vice presidente Bonsignori ha detto che i comuni elbani temono di non poter più far fronte ai problemi di gestione delle attività sportive nell’isola, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione delle gare. Sabato prossimo iniziativa nazionale dei comitati provinciali Coni far informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e sollecitare il confronto con la presidenza nazionale.

 

Sezione: Generico / Data: Mer 12 ottobre 2011 alle 10:11
Autore: Masiero Massimo
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