Livorno – L’ha detto Tramezzani, a fine partita. L’ha detto quando non sapeva ancora di non essere più l’allenatore del Livorno Calcio. O forse lo sapeva, ma in cuor suo pensava che il mercato di riparazione qualcosa avesse potuto riparare. O forse lo sapeva ma ha voluto onorare fino in fondo il suo impegno a dispetto dalle scelte del management di Spinelli. Le illazioni sul destino di Tramezzani si susseguono in attesa di un’ufficialità che continua a latitare. Un ulteriore prova di una gestione inoculata e approssimativa della società.
Comunque vada, il mercato di gennaio non ha riparato un bel niente ma ha indebolito ulteriormente la squadra con le cessioni eccellenti di Gonnelli e Gasbarro. Lo dimostra il risultato secco patito con l’Ascoli Picchio, uno 0 a 3 che sa tanto di risultato a tavolino e che fa sprofondare ancora di più il Livorno negli inferi della zona retrocessione.
E quindi, come dice il mister, con l’Ascoli, non c’è mai stata partita. Chi c’era si è reso conto che in tutto il campionato 2019/2020 non c’è mai stata partita. Contro nessuna squadra. Chiunque è venuto a spogliarsi a Livorno ha fatto la parte del fenomeno, la sua squadra, quella di un top club a livello europeo. Delle trasferte, meglio non parlarne, anche se paradossalmente sono quelle che ci hanno regalato qualche minima soddisfazione.
Il mea culpa di Tramezzani è ammirevole ma nel gioco delle parti implica niente di concreto. Chissà se le parole della fascia tricolore portino a qualcosa di buono per la società e per la città. Il primo cittadino, ci ha messo la faccia, proprio come Tramezzani. Ma anche i ragazzi che si sono spogliati ci hanno messo la faccia. E anche chi continua ad andare allo stadio ci mette la faccia. Per tutti quelli che ci mettono la faccia, questa storia deve finire.
Livorno – Ascoli: 0 – 3
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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