Livorno – Sarà una partita quasi surreale quella che attende il Livorno sabato in quel di Verona. Al “Bentegodi” gli amaranto faranno visita al Chievo ma, a causa dell'emergenza sanitaria legata al diffondersi del Coronavirus nell'Italia settentrionale, la partita si disputerà a porte chiuse.
Teoricamente un vantaggio per il Livorno che, giocando in trasferta, potrà ammortizzare almeno in parte il fattore campo anche se va detto che, anche in condizioni normali, il Bentegodi quando gioca il Chievo non è certo il Maracanà. Ma tutto fa.
La partita, inutile prenderci in giro, vale fino a un certo punto. Il Livorno è ancora “vivo” solo per l'aritmetica ma ha il dovere di onorare il campionato fino all'ultimo minuto dell'ultima partita. In ballo, poi, c'è anche la statistica. I “mussi volanti” sono storicamente quanto di più indigesto ci sia stato per le nostre amate “Triglie”. La gara di andata, che vide il Livorno soccombere per 3-4 dopo essere stato avanti 3-1, è stato solo l'ultimo di un ruolino di marcia decisamente disastroso. Particolarmente nefasto il conto dei precedenti a Verona con gli amaranto capaci di collezionare sconfitte in serie.
Per quel che riguarda le formazioni mister Breda dovrà rinunciare agli squalificati Rocca e Agazzi e dovrà dunque reinventarsi il centrocampo. Out anche gli infortunati Braken, Brignola e Silvestre. A centrocampo recupera Viviani ma è da capire se potrà giocare dal primo minuto. In attacco potrebbe finalmente scoccare l'ora di Ferrari, pronto per una maglia da titolare. In casa clivense Marcolini dovrebbe optare per il 4312 con Giaccherini alle spalle del tandem formato da Djordjevic e l'esperto Meggiorini.
Fischio di inizio sabato alle ore 18. L'impressione però è che il Livorno ormai la partita più importanti non la giochi in campo ma negli uffici di notai e avvocati. Quella che ci apprestiamo ad affrontare potrebbe essere la settimana decisiva. In tutti i sensi.
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