Livorno – La Curva Nord del Livorno, intitolata a Fabio Bettinetti, replica alle dichiarazioni del presidente del Livorno, Joel Esciua, e degli altri dirigenti amaranto che ieri lo hanno accompagnato in conferenza stampa, con un comunicato diffuso oggi, mercoledì 20 marzo, attraverso i social.
“Riteniamo impossibile non commentare la conferenza stampa del Podestà amaranto e dei suoi vassalli avvenuta ieri pomeriggio. Innanzitutto sgombriamo il campo dagli equivoci precisando che, a parte i fumogeni, che da sempre fanno parte del colore e del tifo organizzato, le bombe carta sicuramente, considerate le sanzioni e la pericolosità per i giovani raccattapalle, dovrebbero essere evitate. Così come dovrebbero essere evitati i lanci di oggetti in campo, perché possono portare alle medesime conseguenze sulla squadra”, si legge in avvio di nota stampa. “Bisogna tuttavia ricordare che questi episodi si verificano quasi sempre quando c’è l’entusiasmo ed alla partita affluiscono le grandi masse. Questo evidenzia che non è il tifo organizzato il responsabile, ma una cosa che addirittura in sede processuale costituisce un’attenuante: aver agito in suggestione di una folla. È così da sempre, ma a quanto pare per qualcuno una bottiglia d’acqua lanciata in campo a seguito di un fallo non fischiato è frutto di chissà quale piano diabolico. Oppure magari c’è chi vorrebbe attribuire il servizio d’ordine al tifo organizzato con la scusa che chi dirige il tifo dovrebbe passare la partita a vigilare gli spalti”.
“Chiarito questo, ovvero la nostra idea sul tema, bisogna rilevare che il presidente ha abilmente scaricato la responsabilità del fallimento di una stagione su questi episodi, quando in realtà la squadra ha dimostrato i suoi limiti tecnici, tattici e caratteriali, non approfittando peraltro di una situazione unica come quella che si era venuta a creare, dovuta dalla mancanza di una vera protagonista nel girone qualitativamente scarso”, prosegue il comunicato. “Ci viene da ridere poi a sentire Esciua preoccuparsi dei bambini per una bomba carta, volendo fare il sensibile, quando avversa la Nord, banna i tifosi sulla pagina della società e strappa le foto dall’androne per le bandiere Palestinesi che vengono appese in sostegno di un popolo che vive sotto le bombe vere (non carta) da ormai cinque mesi, e di bambini ne ha visti morire diecimila”.
Continua la Nord attraverso la nota diffusa sulla propria pagina Facebook: “Questa per noi era una digressione inevitabile considerato quanto vissuto di recente ed anche l’ipocrisia con il quale il suddetto allude agli ultras come responsabili. Ricordiamo inoltre che il problema è che la società non ha nessun peso, subisce ingiustizie e danni arbitrali da mesi, quindi forse sarebbe meglio fare su questo le conferenze stampa, e non per puntare il dito sui tifosi che non sono la causa del fallimento del prodotto per il quale si è pagato aumenti di biglietti e abbonamenti. Vedendo questo pomeriggio addirittura una conferenza stampa della società incentrata solo sull’ennesimo atto spropositato del ‘palazzo’ nei confronti del Livorno, non potevamo non notare e sottolineare l’opportunismo degli attori di uno show penoso. Questo a prescindere da quanto precisato in apertura sulla necessità di preservare il bene delle sorti della squadra, cosa alla quale abbiamo pensato noi stessi per primi domenica scorsa, quando di fronte all’idea di fare una coreografia con dei fumogeni, una volta informati del divieto della Lega dell’utilizzo di questi ultimi, sapendo di essere in recidiva, abbiamo evitato di usarli per evitare eventuali danni al campionato”.
“Chi ha da chiacchierare quindi impari prima a metterci la faccia, nel bene e nel male, ogni domenica come facciamo noi”, conclude il comunicato.
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