Rosignano Solvay – La rinascita del Sei Rose. Sì, perché si tratta di una vera e propria rinascita quella che sta avvenendo nella storica società di via della Repubblica.
Negli ultimi anni il Rosignano ci aveva abituato a fallimenti, retrocessioni ed allontanamento della gente dallo stadio, causa diverse gestioni che dopo il periodo d'oro della presidenza Polzella hanno lasciato debiti e sopratutto hanno fatto perdere l'orgoglio per questa società, mentre negli anni d'oro che hanno sempre caratterizzato la società biancoblu indossare quella maglia per ogni giocatore era un onore indescrivibile.
Ecco questa cosa negli ultimi anni si era persa, anzi addirittura ragazzi ex giovanili biancoblu che hanno subito le passate gestioni sono arrivati a ripudiare la squadra del proprio paese.
Ma dopo anni di retrocessioni condite con zero vittorie, la cosa sembra abbia preso una svolta diversa, grazie alla costruzione di una squadra fatta dall'ottanta per cento di giocatori locali e con il restante fatto da i cosiddetti “stranieri” ma che hanno fatto sempre parte delle giovanili biancoblu.
Dietro a tutto questo ci sono due figure fondamentali di questa rinascita. Una è Vincenzo Laudanna, che dopo anni passati sulle panchine giovanili ha deciso di prendere di petto questo progetto andando a ricoprire il ruolo di direttore sportivo. L'altra figura è Gianluca Parodi che ha passato quasi tutta la sua carriera calcistica nella società solvaina, dalle giovanili alla prima squadra vincendo anche un campionato. Anche lui ha aderito al progetto ed insieme a Laudanna è riuscito a ricreare questo entusiasmo che si era perso negli anni. Per tutti e due l'obbiettivo è quello di riportare in questo paese un orgoglio perso nel tempo, come dice Parodi: essere solvaino era passato di moda.
Questo gruppo di giocatori che sta riuscendo piano piano a riportare entusiasmo e gente allo stadio, e diciamo anche risultati, è creato da una maggioranza di giocatori solvaini composti da ragazzi che erano andati a giocare fuori nelle categorie e di altri che vengono dagli amatori. Il restante sono livornesi ma tutti e tre hanno fatto le giovanili a Rosignano, come specificano Laudanna e Parodi.
Anche il mister, Daniele Lorenzi, viene da Livorno, ma anche lui è stato un ex allenatore delle vecchie giovanili biancoblu.
Insomma, tutto questo mix sta iniziando a portare risultati anche sopra le aspettative, con giocatori come Ferretti, Pantani ed i tre “stranieri” livornesi, Becherini, De Giulli e Martelli, che hanno saputo costruire uno spogliatoio unito con un veterano come Gianni Bottoni a fare da chioccia ai più giovani. E bisogna anche fare un applauso al mister Lorenzi che, se questo gruppo è coeso, è anche merito suo, perché creare unità con venti giocatori che non hanno mai giocato insieme non è facile.
Intervistando Laudanna, si è voluto molto fermare su l'input che si sono dati quest'anno, cioè la credibilità. Perché dopo anni di sprechi di soldi, e gestioni pessime, ridare credibilità a un progetto non è semplice, sopratutto chiamare persone che lo sposino.
Ma fortunatamente questo progetto ad ora è stato sposato egregiamente, perché ai giocatori e al mister sono state dette da subito le cose come stanno. Causa debiti e fallimenti, la gestione nuova va solo con i soldi che entrano tra sponsor e biglietti allo stadio, ha voluto precisare Laudanna.
Insomma, ricreare l'entusiasmo perso nel tempo, in un club storico come quello del Rosignano, deve creare solo orgoglio. Il futuro speriamo sia roseo e che questa credibilità porti nuovi aiuti a questa società, che nel progetto ha quello di riportare gente a tifare per la squadra del proprio paese ma anche quello di creare un futuro vincente che possa riportare il Rosignano nelle categorie che gli spettano, ricreando passione ed orgoglio per chi andrà ad indossare questa gloriosa maglia.
Autore: Giacomo Marchi / Twitter: @Amarantanews
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