Livorno – Cori, fischi, offese. Una contestazione in piena regola quella che la curva nord, ma non solo la curva, ha riservato a Francesco Tavano, ex attaccante del Livorno adesso all’Empoli, quando la squadra azzurra è scesa sul terreno dell’Ardenza per affrontare gli amaranto nel primo derby di Toscana di questo campionato.
I tifosi del Livorno hanno preso a bersagliare di fischi e di cori ogni tocco di palla del bomber di Caserta. Le due retrocessioni e un atteggiamento in campo poco sanguigno, insomma motivi sportivi ma anche caratteriali, hanno fatto sì che Tavano non entrasse mai, e infatti non è mai entrato, nel cuore dei supporter livornesi. Ecco perché, all’Ardenza, il giocatore si è preso una quantità di fischi perfino eccessiva, una critica troppo dura, per uno che ha indossato per quattro anni la maglia del Livorno e che in fondo ha fatto anche parecchi gol per la causa amaranto.
In molti, forse, non gli hanno perdonato di aver indossato la maglia numero 10 che fu di Igor Protti. Ma va detto che quella maglia, ritirata dalla società, fu resa nuovamente disponibile dallo stesso Protti e non pretesa da Tavano. Dal quale, questo è vero, anche chi scrive si sarebbe aspettato di più sia sul campo che per quanto riguarda l’attaccamento alla maglia. Ma poi tutto passa. E non si può crocifiggere alcuno se non ha il carattere guascone e sfrontato, il modo di fare aperto, che tanto piace a noi livornesi.

 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 06 ottobre 2011 alle 11:36
Autore: Marco Ceccarini
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