Livorno – L’Italia compie oggi, giovedì 17 marzo 2011, centocinquanta anni. Per celebrare l’avvenimento, fra le date che potevano essere scelte, è stata individuata quella della proclamazione del Regno d’Italia da parte del Parlamento, avvenuta a Torino il 17 marzo 1861. Da quel giorno Vittorio Emanuele II di Savoia non fu più re di Sardegna ma d’Italia, sempre però “per grazia di Dio e volontà della nazione”. Erano, quelli, gli anni in cui iniziavano a prender piede, anche nella penisola italiana, le discipline dell’educazione fisica. Nel 1844, sempre a Torino e sempre il 17 marzo, il ginnasta svizzero Rodolfo Obermann, chiamato sotto il regno di re Carlo Alberto a preparare gli allievi dell’Accademia militare sardo-piemontese, aveva fondato la Reale società Ginnastica. Vista con gli occhi di oggi, la Reale era qualcosa che assomigliava a un club esclusivo con palestra. Tuttavia quella fu la prima palestra sportiva aperta in Italia, una delle prime al mondo, ed anche la prima società sportiva italiana. In Inghilterra, Francia e Grecia si organizzavano talvolta manifestazioni ludico-sportive su piccola scala, sicuramente non internazionali, chiamate “olimpiadi” nel ricordo dei giochi dell’antichità. Ma l’interesse per i giochi olimpici, e dunque per lo sport, ebbe un’impennata attorno alla metà dell’Ottocento quando in Grecia una spedizione di archeologi tedeschi trovò le rovine dell’antica Olimpia. In Toscana la prima società sportiva nacque in ambito ippico e fu, nel 1853, l’Alfea San Rossore di Pisa. Per quanto riguarda Livorno e provincia, invece, nel 1881 venne costituito il Centro sportivo dell’Accademia presso la neonata Accademia navale, istituita proprio quell’anno. Da lì a poco, va da sé, il panorama sportivo si popolò di decine di società anche a Livorno e provincia, alcune delle quali ancora esistenti, fra cui ad esempio la sezione del Club alpino italiano, il Circolo schermistico Fides, il Tiro a segno nazionale, la società Labronica Corse dei cavalli, la Lega navale italiana. Un po’ alla volta si concretizzò quel movimento sportivo che tanto lustro ha dato a Livorno, sia alla città che alla provincia. In centocinquanta anni sono stati innumerevoli i campioni dello sport usciti da questa “palestra a cielo aperto”. Basti un dato per comprendere di che tipo è l’apporto che il territorio di Livorno ha dato e dà allo sport nazionale: ben 475 medaglie delle quali il 60 per cento d’oro, il resto d’argento e di bronzo. E fra gli atleti, fra i campioni, come dimenticare i nomi dello schermidore Nedo Nadi, del cavallerizzo Federico Caprilli, dell’equipaggio degli Scarronzoni, e così via, fino ad arrivare al presente o al passato prossimo con tanti di quei nomi, e in tutte le discipline, che cimentarsi in un elenco vorrebbe dire dimenticarsi qualche medaglia d’oro olimpica che basterebbe, da solo, a dare lustro a una Nazione intera. Anche questa è Livorno, la decima città al mondo per numero di medaglie vinte in competizioni nazionali, internazionali e mondiali a livello assoluto e juniores. Anche questo è il territorio livornese. Un territorio senza il quale lo sport italiano non sarebbe lo stesso. Tanti auguri, Italia!

Sezione: Editoriale / Data: Gio 17 marzo 2011 alle 08:56
Autore: Marco Ceccarini
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