Livorno – Ormai è evidente a qualunque possessore di una dose sufficiente di buon senso la necessità impellente di una rivoluzione in casa amaranto. La differenza tra il presidente del Brescia, Corioni, ed i responsabili della società livornese si esemplifica amaramente in quanto visto all'Ardenza nell’anticipo del 16 dicembre. Corioni, in una intervista rilasciata in settimana, a commento dell'esonero di Scienza, aveva affermato di essere dispiaciuto, ma di non aver potuto fare altrimenti. Sperava che alla vigilia di un match cosi importante come quello dello stadio Picchi il cambio di panchina, dopo una serie infinita di risultati negativi, provocasse una sferzata tra i giocatori bresciani. I fatti poi gli hanno dato ampiamente ragione.
Ecco, chi scrive è per la politica del fare e non per quella dell'aspettare che qualcosa cambi, capendo magari che non cambierà nulla quando ormai è troppo tardi. E' palese che Novellino non ha più la squadra in mano. Allora, che fare? Ma si, dai, diamogli un'altra chance, andiamo sempre più a fondo, facciamoci del male oltre ogni limite. E poi si sente dire che tecnici migliori del mister attuale in giro non ce ne sono... Certo, ma ci sono anche poche squadre che è “bello” affrontare come quella amaranto. La strada del cambio di panchina non può poi, vista la situazione, che essere quella dell'esperienza. Papadopulo? Sonetti? Entrambi sarebbero scelte eccellenti, sarebbero grandi risposte. E non occorre “superarsi”, come chiedeva di fare il più grande pensatore del diciannovesimo secolo, per trovare una soluzione a una domanda facile facile, cioè se è il caso di continuare in questo modo.
E' ora di gettare la maschera da parte della società, di capire che essere “responsabili” significa saper decidere, saper trovare le soluzioni giuste in fretta e non proseguire in una via crucis del masochismo. Ma l’elenco di questo masochismo è ormai troppo lungo. Ha i nomi di troppe buone squadre smantellate e di troppi simboli accantonati non si sa perché. Lucarelli, Filippini, Candreva, Diamanti, Danilevicius, Passoni, Perna, Galante, Tavano, Iori, Pfertzel, Rosi, Grauso, Vigiani, Bonetto e chi più ne ha più ne metta. Sono tutti spilli nel cuore dei tifosi amaranto. Occorre cambiare. La rivoluzione è necessaria.

 

 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 18 dicembre 2011 alle 10:18
Autore: David Mosseri
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