Livorno – Ritengo che ci siamo. Penso che dobbiamo raccoglierci tutti insieme e trasformare l’Ardenza in una bolgia. Il campionato di Serie B è lungo ma ci sono momenti di svolta, anche psicologica, determinanti. Dobbiamo dare forza alla splendida vittoria di Bergamo, dimostrare che non è stato un caso. Mister Novellino sta facendo un grande lavoro con i nostri giovani e, Torino e Padova a parte, possiamo giocarcela con tutti. I play-off sono alla nostra portata, ma dobbiamo crederci e lavorare tutti insieme, remare nella stessa direzione. Queste non sono utopie. Sono certo che, credendoci, possiamo davvero vivere momenti esaltanti. Le basi sono solide, la nostra difesa non ha nulla da invidiare a nessuno, il centrocampo con Genevier e Luci sta reggendo benissimo e in attacco Paulinho si sbloccherà, sta comunque facendo già un gran lavoro e dobbiamo sostenerlo e credere nelle sue potenzialità come altri hanno fatto nelle stagioni precedenti. Dionisi è una certezza e può rientrare con calma perché Berlinghieri e Piccolo non lo faranno rimpiangere. E, quando tornerà, Novellino troverà l’assetto giusto per non disperdere le qualità di Berlinghieri che ci dà quel pizzico di imprevedibilità che nel calcio è fondamentale. La partita contro la Reggina è la svolta che aspettiamo, è la partita in cui, vincendo, possiamo aggiungere un mattoncino importante dal punto di vista psicologico alle nostre certezze. Non possiamo non voler bene a questa squadra di giovani, perdoniamo i loro inevitabili alti e bassi e stiamo loro vicino, i risultati arriveranno e, se arriviamo in forma agli spareggi, tutto può diventare possibile.
La Reggina è squadra tosta con buone individualità ed è una nostra diretta concorrente per i piani alti o altissimi. Viene come il Livorno da un risultato positivo ed è alla ricerca delle stesse conferme. Allora se capiamo tutti che un’apparente partita come le altre, lontanissima dall’epilogo del campionato, nasconde in realtà significati psicologici forse già determinanti per una truppa giovane come la nostra, possiamo tutti insieme accompagnarli in questa sfida riempiendo l’Ardenza e sostenendoli con passione, perché il nostro ambiente può diventare unico se lo vogliamo tutti e deve ritornare ad essere, come in passato, un ostacolo difficilmente valicabile per gli avversari, che incute loro timore e sprona i nostri a non risparmiare una sola goccia di sudore per la nostra causa.
Il 20 giugno 2009, anche se valori in campo erano ben altri, chiunque sia entrato allo stadio Picchi non poteva non avvertire quel senso di imponenza, pienezza, totalità, di una città, Livorno, unita per uno scopo che non può essere svanito e che deve ricondurci in Paradiso.

 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 13 ottobre 2011 alle 18:01
Autore: David Mosseri
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