Serie D. Livorno-Real Forte Querceta, le pagelle degli Amaranto

25.02.2024 23:43 di Gianluca Andreuccetti   vedi letture
Matteo Frati in azione
Matteo Frati in azione
© foto di Nicola Ricci, Amaranta.it

Livorno – Sesto risultato utile consecutivo per il Livorno di Fabio Fossati che, contro il Real Forte Querceta dell'ex Francesco Buglio, conquista la terza vittoria nelle ultime partite, malgrado la squadra avversaria avrebbe sicuramente meritato di portare via un punto dal catino dell’Ardenza.

Qui di seguito, vi proponiamo le nostre pagelle:

Facchetti. A livello generale, non sembra infondere alla squadra lo stesso senso di sicurezza trasmesso nella partita di otto giorni fa ad Altopascio ma, nella fase in cui il Real Forte Querceta esercita il suo massimo sforzo nel tentativo di pervenire all’ 1 a 1 e al 2 a 2, compie almeno tre interventi determinanti su Pecchia, Pegollo e Apolloni. Voto: 7,5.  

Schiaroli. Esce dalla sua posizione difensiva e va a guadagnarsi un evitabile cartellino giallo, conquistato contrastando irregolarmente Pegollo: nel complesso, non fa male. Voto: 6.  

(20’ st Brenna. È vero che quello di centrale destro non è propriamente il suo ruolo, ma non fa nulla per evitare il gol di Flores Heatley. Voto: 5,5).

Tanasa. Due gol decisivi nelle ultime due partite di campionato, che valgono complessivamente quattro punti: sembra fare quello che vuole. Voto: 7.

Savshak. Pegollo è una spina in entrambi fianchi del difensore ucraino-irlandese, che subisce lo strapotere fisico e atletico del centravanti scuola Livorno: se quest’ultimo fosse stato meno superficiale in zona gol, forse saremmo qui a parlare di un altro risultato. Voto: 4,5.

Camara. L’impegno non manca, ma il numero 66 amaranto è uno di quei giocatori su cui l’undici di Francesco Buglio concentra maggiormente le proprie attenzioni: esce perché è in difficoltà, ma è fisiologico che, con il suo dispendio di energie, abbia necessità di rifiatare. Voto: 6.   

(28’ st Nizzoli. Non scendeva in campo dal 26 novembre per cui il suo ritorno sul rettangolo verde è già di per sé una buona notizia. Voto: 6).

Bellini. Il Filippo Bellini post squalifica è un giocatore “normalizzato”, che conferma il suo ruolo di portatore d’acqua, ma non ha necessità di strafare e di caricarsi su di sé una gran parte del peso della squadra. Voto: 6,5.  

(20’ st Likaxhiu. Non ha un grande impatto sulla partita, ma riesce a dare un contributo alla tenuta del centrocampo quando Fossati schiera la terza punta. Voto: 6).

Sabattini. Male nel ruolo di regista perché gli avversari lo raddoppiano continuamente, lo asfissiano, lo costringono a sbagliare e portano gli amaranto a seguire altre strade nella costruzione del gioco; molto meglio quando si dedica ad altro, provando il tiro da lontano o esercitandosi nel servire assist. Va detto che l’impegno non manca. Voto: 5,5.

(28’ st Frati. Osando un po’, si potrebbe dire che l’attaccante livornese entra e spacca in due la partita perché il suo ingresso in campo alza finalmente il baricentro della squadra dopo tanti minuti di sofferenza e costringe il Real Forte Querceta a tornare a preoccuparsi della fase difensiva: bene anche sul piano delle conclusioni a rete dalla distanza. Voto: 6,5).

Nardi. Soffre tanto la marcatura a uomo da parte di Pecchia e, paradossalmente, comincia a respirare quando il dirimpettaio nativo di Piombino comincia a spingersi in attacco con maggior frequenza: va meglio in fase difensiva, ma il suo contributo complessivo al successo finale è obiettivamente limitato. Voto: 5,5.

Carcani. Dal suo lato, arrivano i maggiori pericoli per il Livorno perché Pegollo riesce a fare quello che vuole dalla parte di Savshak: cala quando il Livorno cala, ma avrebbe potuto fare qualcosa di più. Voto: 5,5.

Giordani. Pronti, via e manca di pochissimo l’appuntamento con il gol, ma è bravo a rifarsi subito dopo servendo a Rossetti l’assist che l’ex centravanti del Novara tramuterà in gol: la fascia di capitano è un premio al ruolo che esercita all’interno dello spogliatoio, ma la presenza di un vero numero 9 lo costringe a sacrificarsi giustamente per la squadra. Voto: 6.

Rossetti. Realizza il suo primo gol in maglia amaranto girandosi in un fazzoletto di terreno e ne sbaglia almeno un altro, ma continua a sorprendere per la capacità che ha di trovarsi sempre nel vivo del gioco e di partecipare alla costruzione delle occasioni da gol. Voto: 6,5.

(34’ st Luis Henrique. La tribuna invoca il suo ingresso in campo, ma Fossati fa bene a consentire a Rossetti di incrementare il suo minutaggio: la qualità e la quantità della sua prestazione sono tutte in un calcio di punizione conquistato immolandosi all’altezza del centrocampo. Senza voto).

All. Fossati. Senza ricorrere troppo all’uso della fantasia, si potrebbe dire che chi non risica non rosica perché il cinquantaduenne tecnico nativo di Arenzano compie delle scelte coraggiose e viene premiato dal risultato finale: l’impiego di Sabattini nella posizione di regista al posto di Luci e la contestuale decisione di lasciare Tanasa al centro della difesa, la scelta di tenere in campo Rossetti per 79 minuti di partita allo scopo di consentirgli di aumentare i giri del suo motore e l’ingresso in campo di Frati con il conseguente passaggio al 3-4-3 sono il manifesto programmatico di una gara che ha visto il Livorno soffrire per lunghi tratti del secondo tempo e, ciononostante, portare a casa una vittoria che vale oro. La sensazione è che, nelle prossime tre partite servirà qualcosa di più e di diverso per avere successo contro Seravezza Pozzi, Pianese e Follonica Gavorrano ma, per il momento, va bene così. Voto: 6,5.