Livorno – Intervistato in esclusiva da Amaranta.it, l’ex arbitro internazionale Piero Ceccarini, oggi dirigente del Seravezza Pozzi, ha parlato degli anni in cui, assieme a Marcello Puccini, è stato ai vertici della Pro Livorno Sorgenti, società che i due hanno contribuito a portare prima in Eccellenza e poi in Serie D riuscendo anche a vincere il titolo italiano Juniores con la squadra giovanile.
“Della Pro Livorno ho un ricordo buono per quanto riguarda i molti anni trascorsi. Quando entrai la squadra era in Promozione, quindi è cresciuta e siamo arrivati fino alla Serie D”, ha affermato Ceccarini. “Mi ricordo degli allenatori e dei tanti ragazzi che hanno vestito la maglia biancoverde, la strameritata vittoria del campionato di Eccellenza, la soddisfazione di dare alla città di Livorno una società sana ed importante a livello dilettantistico, l’aver contribuito a tirar fuori il talento da molti giovani che poi sono diventati dei calciatori veri”.
“Abbiamo fatto due anni in Serie D e siamo stati la prima squadra di Livorno dal punto di vista gerarchico. Il primo anno è andato bene perché a un certo punto fummo anche secondi dopo l’Aglianese. Nel secondo campionato, invece, abbiamo avuto delle problematiche anche se, secondo me, in un contesto diverso ci saremmo potuti salvare. Invece è stato l’anno della retrocessione e al tempo stesso quello in cui la squadra Juniores conquistò il tricolore vincendo il campionato nazionale e dando una grossa soddisfazione a tutto l’ambiente. La prima squadra purtroppo perse la categoria. Era il 2022. Questo, però, non era in sé un male irreparabile, anzi poteva starci l’alternanza tra Serie D ed Eccellenza in attesa che si consolidasse in categoria. Ma l’intera stagione fu compromessa da situazioni che con il calcio non c’entravano nulla”, ha aggiunto l’ex arbitro.
Il riferimento di Ceccarini è alla messa in minoranza di lui e Puccini in seno al club delle Sorgenti con la conseguente loro uscita dai ranghi societari. Ciò accadde in un contesto in cui l’ingresso nella Pro Livorno dell’imprenditore Filippo Tagliagambe, assieme alla sinergia poi non decollata con il Livorno, che in quel momento era tuttavia di Paolo Toccafondi, sembrava aprire la strada al progetto di un nuovo centro sportivo al campo Magnozzi. Quel progetto, che è ancora in essere e dovrebbe prevedere anche impianti di calcetto e un ristorante, è da realizzare e l’iter richiede ancora del tempo in quanto deve essere espletato un bando pubblico. Ma nello scorso mese di novembre la Pro Livorno Sorgenti ha in ogni caso presentato al Comune di Livorno l’idea di un villaggio sportivo da concretizzare attraverso un partenariato tra pubblico e privato.
“I tempi per la realizzazione del centro sportivo, stando a quanto si vede, non sono affatto brevi. Di certo è passato parecchio tempo da quando, ormai più di tre anni fa, l’idea venne posta come se dovesse essere realizzata da un momento all’altro. Tutti avevano fretta e nessuno ebbe a cuore le sorti sportive della Pro Livorno che, secondo me, stando così le cose rischia di doversi ridimensionare ancora”, ha continuato Ceccarini. Che infine ha concluso: “Avevamo raggiunto la Serie D e le giovanili erano ai vertici del calcio toscano. Mi sembra che oggi le cose siano un po’ diverse. Mi auguro di no, ma se non cambia qualcosa, a mio giudizio, la Pro Livorno rischia di uscire dal radar del calcio che conta qualcosa”.
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