Livorno – “Sono ottant’anni che seguo il Livorno. Nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale e le tristemente note leggi razziali che ci avevano costretti a rimanere nascosti per anni, con la famiglia tornai in città e mio papà, assieme al commendatore Luigi Nesti, partecipò al rilancio della società amaranto, dopo che la squadra aveva quasi vinto il campionato 1942-43. Riaprire lo stadio, rilanciare il club, fu una cosa straordinaria. Io ero un bambino, ma ero sempre vicino a mio padre. È stato così che mi sono innamorato del Livorno e quell’amore, oggi, lo porto ancora dentro di me”.
Così Enrico Fernandez Affricano, imprenditore oleario con la storica ditta Aromolio, presidente del club amaranto Magnozzi e presidente onorario dell’Unione Sportiva Livorno, introduce l’intervista ad Amaranta.
“Il Livorno per questi miei ottant’anni al seguito della squadra mi ha premiato con una targa consegnatami allo stadio Picchi dal presidente Esciua e questo mi ha fatto piacere. Ma il regalo più grande lo aspetto dalla squadra, dalla salvezza che deve ottenere per poi puntare alla promozione perché il mio sogno, a quest’età, è vedere il Livorno nuovamente in Serie B”, continua Fernandez. “Sono stato presidente della società negli anni Ottanta e nella stagione 1983-84 vincemmo alla grande un campionato di Serie C (il Livorno chiuse imbattuto il girone A di Serie C2, ndr), poi vincemmo la Coppa Italia di C1 nel 1986-87, ma sono anche presidente del più grande club di tifosi amaranto ed ultimamente sto dando una mano a questa società”.
Sul rapporto con Aldo Spinelli, l’ex patron croce e delizia della storia unionista, Fernandez afferma: “Con lui ho fallito perché ho fatto l’impossibile senza riuscire nel mio intento di potenziare la società. Spinelli non ne voleva più sapere. Oggi invece possiamo guardare al futuro”.
Sul Livorno del presidente Joel Esciua queste sono le parole di Fernandez Affricano: “È una società che paga regolarmente gli stipendi ai giocatori ed è in pari con le altre posizioni. Qualche problema è esistito in relazione al centro sportivo di Banditella, che ha comportato un grosso esborso economico anche per la messa a norma, ma sono problemi in via di risoluzione. A primavera, probabilmente già a marzo, sarà pronto. Lì andranno tutti i giovani del settore giovanile e finalmente anche il Livorno potrà avere un gruppo di ragazzi che rappresenterà il futuro della società. Io sto dietro, non faccio molto, ma cerco di essere di sprone”.
Con la squadra che, salvo catastrofi, ha già ipotecato una tranquilla salvezza, il tempo della programmazione in vista della prossima stagione è iniziato. Fernandez non nasconde che gradirebbe ripartire dall’allenatore Roberto Venturato e su questo lascia intendere che anche i vertici societari la pensano come lui: “Abbiamo un ottimo allenatore e con lui dobbiamo cominciare a programmare, vedere cosa possiamo migliorare, perché dobbiamo costruire una squadra più omogenea, più preparata, in modo da non perdere tempo all’inizio del campionato. Spero si possa tentare già il prossimo campionato la scalata verso la Serie B. Per far tutto questo, però, ci vuole serenità. La società ha bisogno di sostegno. Venturato ed i giocatori hanno necessità di avere attorno un ambiente sereno. Domenica scorsa, dopo aver ricevuto il premio, sono andato sotto la Curva Nord a dire che siamo tutti con voi, siamo tutti con Igor Protti, con questo grandissimo giocatore che mi onoro di aver portato per la prima volta a Livorno nel 1985 e che in questo momento ha bisogno del nostro affetto, ma anche perché quel cartello ‘mai con questa società’ non lo comprendo, mi da un po’ noia, perché questa società è impegnata a ridare a Livorno la dignità calcistica che merita”.
Sul rapporto con i tifosi, in particolare, il presidente onorario aggiunge: “I tifosi sono fondamentali. Lo sono i ragazzi della Nord e tutti gli altri, quelli della Gradinata e della Tribuna, perché il calcio non ha senso senza la passione dei tifosi. Livorno non fa eccezione. Al tempo stesso è fondamentale avere anche una società forte, ambiziosa, vogliosa di crescere. E questo Livorno vuole crescere. Sono convinto che Esciua farà quello che ha sempre detto: porterà la squadra in Serie B. In questo momento, tra l’altro, il presidente è l’unico realmente disposto ad investire nel Livorno. La critica va bene ma l’ostruzionismo per partito preso, su ogni cosa, no”.
L’intervista in esclusiva si chiude sul rapporto tra società e tifosi. Fernandez chiosa: “Io spero che le posizioni si attenuino. Perché questo avvenga bisogna puntare sul fatto sportivo. Il mio compito è quello di avvicinare tutti. Sono andato sotto la Nord, con il premio, proprio per dire ‘signori, questa targa l’hanno data a me non perché sono io, ma perché sono un tifoso del Livorno, quindi è stata data a tutti i tifosi del Livorno, a tutti voi, a cominciare dalla Curva. Cerchiamo di stare tutti uniti perché c’è da realizzare un sogno. Il mio l’ho già detto. Vorrei rivedere la maglia amaranto almeno in Serie B”.
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