Livorno – La notizia tanto attesa finalmente è arrivata. Dopo la sentenza che ha condannato il Figline all’Eccellenza per la farsa di Altopascio adesso c’è anche l’ufficialità della promozione del Livorno in Serie D e il suo conseguente inserimento nel girone E del medesimo campionato.
È stato già detto molte volte ma lo ripetiamo ancora una volta: promozione non ripescaggio. I gialloblù sono stati retrocessi di ufficio all’ultimo posto della poule promozione per illecito e quindi il salto di categoria di Vantaggiato e compagni è da considerarsi conquistato sul campo a tutti gli effetti.
Una notizia che non è certo una sorpresa e che ha visto la società muoversi per tempo per non farsi cogliere impreparata a uno scenario, se non previsto, quantomeno fortemente auspicato.
La rosa in via di allestimento, perché è chiaro che la dirigenza amaranto sta ancora lavorando per far bella figura nella quarta divisione nazionale, al netto dei big come Luci, Russo, Vantaggiato e Torromino, è sicuramente composta in gran parte da giocatori in grado di dire la loro: Rodriguez, Rossi, Lucarelli, giusto per citarne alcuni, sono tutti elementi che già conoscono molto bene questa categoria. Tuttavia, il Livorno, per blasone e tradizione, in Serie D deve provare a vincere. Per questo motivo occorre intervenire ulteriormente sul mercato, cosa già in atto, per rendere competitiva la squadra sia in termini numerici che qualitativi. Senza dimenticare la questione relativa alle quote. Insomma, c'è da lavorare per chiudere quelle situazioni che, preventivamente, il diesse Braccini avrà comunque cominciato a imbastire.
Anche a questo giro gli amaranto, dunque, conoscono il proprio campionato di appartenenza in piena “zona Cesarini” ma, a differenza dello scorso anno, la società è già strutturata e, soprattutto, pronta per tempo a questa evenienza. Inoltre, a differenza della passata stagione, dove il Livorno ha sempre avuto l’obbligo di vincere, quest’anno, considerato il valore delle rivali, questa “spada di Damocle” non penderà tutte le domeniche sulla testa degli amaranto che scenderanno in campo. Ma che, per la maglia che indossano, avranno comunque l’obbligo di recitare una parte da protagonisti.
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