Livorno - Un Livorno concreto, a tratti sciupone, ma senza dubbio generoso salva la tradizione del derby vincendo contro un ottimo Pisa per 1 a 0.
È stata la vittoria del carattere, dell'orgoglio e del gruppo, la risposta che la piazza voleva dopo le ultime prestazioni della compagine labronica.
Finalmente si è visto il Livorno soffrire, serrare le fila sul finale, limitare al minimo le sbavature e andare oltre i propri limiti per raggiungere la vittoria. Diciamo la verità, al Pisa tante cose non sono andate per il verso giusto, e l'autogol di Benedetti è l'emblema di una partita nata male e finita peggio, ma non c'è maggior soddisfazione che vincere un derby in questo modo e che per una volta la cabala va a tuo favore.
Per un giorno i limiti e i problemi di questa squadra passano in secondo piano; a quello ci penseremo da domani, quando alle porte ci sarà il temibile Cittadella e di autoreti ne avremmo esaurito il bonus, oggi è il momento di gioire per un derby che è stato il più equilibrati e infuocati degli ultimi anni.
Il Pisa ai punti avrebbe meritato di più, il nostro centrocampo è apparso spesso in affanno, l'attacco è stato quasi nullo in fase finalizzativa, anche se abbiamo capito che le caratteristiche dei nostri avanti non sono quelle di segnare ma di lottare e fare a sportellate; il secondo tempo è passato con gli ospiti a cercare disperatamente il pareggio, agevolati dall'espulsione ingenua di Bogdan, con Marconi e Masucci che ci hanno fatto sudare freddo più volte, ma la difesa oggi è stata impeccabile, con Boben Gonnelli e poi Gasbarro decisivi in più situazioni.
Ci è mancata la cattiveria di chiuderla nel finale, con alcuni contropiede falliti per scarsa lucidità da Rocca e Murilo, e un plauso va fatto a Luci capace di ristabilire la parità numerica scatenando la reazione e l'espulsionedi Birindelli.
L'imbattibilità casalinga nel derby è salva,grazie ragazzi. Vi vogliamo così, anche tra tre giorni; con questo carattere si può davvero sperare di gettare il cuore oltre l'ostacolo e provare a risalire.
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