Livorno- Niente da fare. La sospirata scossa che il cambio di allenatore doveva portare non è arrivata e il Livorno adesso si trova in acque davvero brutte e pericolose.il Livorno perde in casa all'ultimo soffio e adesso si trova terzultimo in classifica in piena zona retrocessione. Negli occhi dei tifosi amaranto girano ancora quegli ultimi due minuti della gara di oggi contro la Pro Vercelli. Il salvataggio di Coly sulla riga e quel rigore netto per mani di Luci in area nell'azione successiva che ha rispedito i piemontesi a casa con i tre punti in saccoccia.Ma andiamo con ordine. 
Il Livorno oggi non ha giocato una grandissima partita e lo si può capire data l'importanza della stessa. Una gara quasi da ultima spiaggia, in cui gli amaranto erano chiamati davanti al loro pubblico a rincorrere un solo risultato, la vittoria. Nonostante la prestazione non brillante, però, i labronici hanno creato alcune occasioni, una su tutte il palo di Ceccherini, ma anche questa volta non sono riusciti a concretizzare il gioco fatto. 
Ecco che così, una Pro Vercelli che non ha fatto chissà che cosa per vincere ha sfruttato quel regalo enorme di un rigore all'ultimo secondo del match che ha mandato nel baratro gli amaranto. 
E adesso la situazione si fa davvero complicata. Nove partite alla fine del campionato in cui non si può più sbagliare un colpo. Il problema in casa Livorno rimane lo stesso; si crea gioco, le occasioni ci sono, ma sotto porta manca la cattiveria di mettere a segno la stoccata vincente. E adesso ci si mettono anche la sfortuna e la condizione mentale. Non bisogna dimenticare che i ragazzi che vestono la maglia amaranto sono per la maggior parte giovani forse non troppo abituati ad una situazione di classifica così complicata e ad una piazza esigente come quella livornese. In più la continua mancanza di risultati e il vedere che il lavoro svolto in settimana non si concretizza come si vorrebbe fa sicuramente andare il morale in cantina. C'è una cosa che però questi ragazzi devono conoscere, e cioè il fatto che chi difende questa maglia non deve mollare mai, se c'è da battagliare si battaglia e se c'è da affrontare il mare in tempesta lo si affronta. Tutti insieme, dal capitano all'ultimo dei tifosi lasciando stare le chiacchiere. La situazione e' grave, il timore della lega Pro e di sparire dal calcio che conta si trasformano in terrore. Ma fino a che c'è un filo di speranza occorre che si scenda su quel rettangolo verde dando il tutto per tutto cercando di raddrizzare la rotta. A partire dalla prossima sfida a Vicenza che sa veramente di sfida salvezza. Una sfida da giocare con il coltello tra i denti, come fosse l'ultima spiaggia. 

Sezione: Editoriale / Data: Sab 26 marzo 2016 alle 23:16
Autore: Chiara Lucchesi / Twitter: @@amaranta.it
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